Galeazzi difende Gobbi e chiede: “La catena manageriale ha funzionato a dovere?”

Il deputato UDC chiede agli altri partiti, in particolare il PPD: “Possibile che in Ticino ci si debba sempre far male pur di s——–e un avversario? Cerchiamo di uscire dalla vicenda il meno danneggiati possibile”

BELLINZONA - Norman Gobbi è preso di mira da molti, che chiedono le sue dimissioni. A livello politico, è il PPD ad attaccarlo con maggior forza, mentre sui social gira qualche vignetta del Consigliere di Stato in versione Capitan Schettino. "Ma quale Schettino, lui non ha nessuna intenzione di abbandonare la nave!", lo ha difeso su liberatv.ch il Consigliere Nazionale leghista Lorenzo Quadri.
A prendere pure le parti di Gobbi anche il deputato UDC Tiziano Galeazzi dal suo account in facebook:
"Calma e gesso. Piantiamola per un attimo di fare le "vergini in sala parto" e smettiamola di accusare a destra e a sinistra. Finiamola di alimentare con la benzina questo incendio doloso", è la sua richiesta: la giustizia farà il suo corso, non serve dare il via a processi mediatici e politici.
"Inutile ora accusare uno o l'altro tanto per pararsi il sedere da errori o valutazioni errate del passato. Ma è mai possibile che oggi Norman Gobbi sia l'unico responsabile di questo malandazzo che è esploso come una granata a mano? Possibile che in Ticino ci si debba sempre far male pur di s--------e un avversario?
 Piantiamola di fare "cabaret" e piuttosto con ragionevolezza cerchiamo di uscirne al più presto e il meno lesionati possibile", aggiunge.

Poi, in un post successivo, riflette sul management dal livello ufficio fino alla divisione del Dipartimento. "Mi chiedo quali responsabilità possano avere i capi ufficio, i capi sezione e il capo divisione....in questo caso la linea di comando manageriale è quella.
Perché nessuno dice nulla sulla condotta del personale e sui controlli lavorativi (daily business) ? Forse appartenenti ai partiti tradizionali? (senza puntare il dito nello specifico) In un'azienda privata l'analisi del problema la si fa sull'intera linea di comando dirigenziale. In ambito militare pure.
Qua si attacca a muso duro (l'apice) cioè il direttore del dipartimento nonché CEO (nel privato)...un peso due misure?". Le colpe, dunque, non possono essere solo di chi sta al vertice, ma qualcosa è sfuggito anche a chi nell'organigramma è sotto Gobbi con un ruolo comunque rilevante.