I sassolini nella scarpa di Marchesi. «Deluso da Beltraminelli, solo Gobbi ha fatto proposte concrete»

Il presidente dell’UDC si aspettava altro dal Presidente del Governo in merito a “Prima i nostri”. «Serviva determinazione, non sorrisi ammiccanti. E sul 9 febbraio, la deputazione ticinese…»

BELLNZONA - Nulla di nuovo sotto il sole, ma Piero Marchesi, intervistato dal Corriere del Ticino in merito al suo primo anno di presidenza dell'UDC (fra poco giorni sarà l'anniversario della sua elezione) si è tolto qualche sassolino dalle scarpe. Temi? Il 9 febbraio, ed anche "Prima i nostri".

«Siamo un’opposizione molto critica, ma costruttiva», ha detto a chi gli chiedeva se è facile presiedere un partito di opposizione, in cui spesso basta dire no.

E "Prima i nostri", appunto, secondo Marchesi è lì a dimostrarlo. «Il voto molto chiaro ha ribadito alla politica che non è più tempo per nascondere la testa sotto la sabbia. Il mondo del lavoro è il tema che più preoccupa i ticinesi, è necessario trovare soluzioni. Subito».

L'applicazione non soddisfacente del 9 febbraio certamente non aiuterà quella dell'iniziativa. «La deputazione ticinese ha deluso moltissimo me e ha tradito la maggioranza dei ticinesi. Basti pensare che solamente 3 parlamentari su 10 (UDC e Lega) hanno sostenuto l’applicazione fedele al voto popolare – variante Föhn – gli altri o hanno votato per un modello che ha sabotato l’iniziativa o si sono astenuti», precisa il presidente UDC, che ribadisce come a parole dal Parlamento sia stato promesso sostegno.

«I nostri timori che il Consiglio di Stato si sarebbe chiamato fuori al momento opportuno si sono rivelati azzeccati. Lo avevano anticipato ritirando il tavolo di lavoro e lo confermano oggi con i fatti. Invero, non sta facendo nulla per dare il proprio contributo. Sono delusissimo, perché per bocca del suo presidente Paolo Beltraminelli, l’Esecutivo aveva garantito massima disponibilità e partecipazione all’attuazione. Ma non mi stupisco, perché Beltraminelli nei giorni seguenti la votazione non aveva avuto neppure il coraggio di prendere in mano la questione, aspettando che altri – il Parlamento in questo caso – gli togliessero le castagne dal fuoco. Da Beltraminelli i ticinesi si aspettano assunzione di responsabilità, determinazione e leadership, non giochi a nascondino, sorrisini ammiccanti e promesse da marinaio. L’unico che si è attivato con delle proposte di soluzione, che tra l’altro sono in linea con quanto da noi avanzato, è stato Norman Gobbi», si è sfogato. E ha ribadito che sarebbe felice anche di un'applicazione parziale, «sarebbe certamente molto di più di quanto i partiti storici abbiano mai proposto».

Nel futuro, si prospetta la battaglia per cercare di disdire l'accordo sulla libera circolazione. Marchesi conferma di essere in contatto coi vertici dell'UDC svizzero, e che, se verrà lanciata la raccolta firme, la sezione ticinese farà quanto in suo potere per contribuire.