Il travertino scivoloso e i progetti “nascosti”: tutti i problemi della nuova stazione di Bellinzona

In diversi, politici compresi, si sono lamentati del fatto che sul travertino, al centro di molte polemiche, si scivoli. Oggi un’interpellanza di Pronzini solleva la questione del “nodo intermodale”

BELLINZONA - La nuova stazione di Bellinzona è spesso nell'occhio del ciclone: lo è stata sin dai tempi della sua costruzione, per il travertino romano, e lo è ancora per quanto concerne il suo sviluppo architettonico futuro.

In diversi si sono lamentati via social, nei giorni scorsi, che la nuova stazione sia stata resa alquanto scivolosa dalla pioggia. Per esempio, per Tuto Rossi «non è una stazione per vecchi! A Bellinzona quando piove la stazione diventa una pista di pattinaggio e i vecchi barcollano impauriti.
Il travertino romano scelto dalle FFS al posto del nostro granito per il pavimento diventa una trappola non appena entra in contatto con l'acqua. Gli impiegati corrono con i cartelli di pericolo, ma non è lontano il giorno in cui le FFS saranno chiamate a processo per risarcire qualche testa rotta».

Anche Lorenzo Quadri ha voluto dire la sua: «Le FFS snobbano la pietra ticinese per scegliere il travertino romano con motivazioni grottesche (la sua colorazione esprimerebbe "apertura") ed ecco i bei risultati. Aspettiamo di conoscere i costi manutenzione del travertino. Ennesimo regalo al Ticino da parte delle ex regie federali che, tra tutte, ne stanno combinando peggio di Bertoldo».

Non poteva mancare, ovviamente, Fabio Regazzi, che aveva più volte solleticato gli organi politici a render conto in merito al travertino. «Le FFS scivolano sul travertino... Che il travertino romano utilizzato per la pavimentazione della nuova stazione di Bellinzona fosse una scelta discutibile e a mio avviso inopportuna lo avevo segnalato a più riprese anche tramite atti parlamentari. Ora scopriamo anche che questa roccia calcarea proveniente dall'Italia è anche pericolosa per gli utenti perché molto scivolosa. Ma per le FFS nessun problema! Stiamo rimediando, ci rassicurano, con degli accorgimenti. Questa notizia ovviamente ci solleva ma lasciatemi comunque dire una cosa: con il granito ticinese, oltre ad aiutare l'economia locale, avrebbero per lo meno evitato simili figure...».

Come se non bastasse, oggi Matteo Pronzini, in un'interpellanza, ha chiesto lumi in merito al futuro nodo intermodale. Chi scende dal treno deve poter raggiungere il "nodo intermodale" entro 3 minuti, aveva scritto in un articolo su La Regione l'architetto Renato Magginetti, che specifica come i progetti dei partecipanti al concorso non sono mai stati "nascosti", visionabili solo da chi vi ha preso parte. E, sempre secondo Magginetti, il progetto vincitore, quello degli architetti Snozzi-Malisia, prevedeva anche altro rispetto a quanto si realizzerà. Di fatto, i funzionari avevano già deciso che cosa si sarebbe dovuto fare, e dunque non vengono mostrati i progetti per non far vedere soluzioni potenzialmente migliori, in particolare in merito al futuro "nodo intermodale", che così com'è in consultazione al momento creerebbe problemi di ingorgo di autopostali, taxi, auto e moto.

Pronzini chiede dunque al Consiglio di Stato:

«1. Il progetto per il “nodo intermodale” presso la stazione FFS di Bellinzona, in consultazione, rispetta la regola secondo cui chi scende dal treno deve raggiungere il “nodo intermodale” entro 3 minuti?
2. Il progetto per il “nodo intermodale” riprende la soluzione contenuta nel precedente concorso vinto dagli architetti Orsi & Associati, per altro abbandonato?
3. Il progetto degli architetti Snozzi-Malisia, che aveva vinto il terzo e ultimo concorso relativo al comparto Stazione FFS di Bellinzona conteneva illuminanti proposte per il “nodo intermodale” che non sono state considerate, ne nella fase di giuria ne successivamente?
4. Il progetto degli architetti Snozzi-Malisia permetteva di raggiungere il “nodo intermodale” in modo veloce, semplice, sicuro, economico e a basso costo tramite il sottopasso esistente che collega i binari?
5. Il progetto degli architetti Snozzi-Malisia propone la separazione del flusso dei pedoni, che dalla stazione si muovono verso la città e viceversa, dal traffico dei mezzi pubblici e privati?
6. Il progetto degli architetti Snozzi-Malisia permette di togliere il traffico dei mezzi pubblici e privati dal viale Stazione, fatta eccezione per il tratto che collega via Pellandini con via Daro?
7. Gli uffici cantonali e cittadini di competenza e la Commissione Regionale dei Trasporti Bellinzonesi hanno confrontato e verificato le proposte contenute nel progetto Snozzi-Malisia con il progetto di “nodo intermodale” in consultazione?
8. Le FFS Immobili, le autorità cantonali e cittadine e la Commissione Regionale dei Trasporti hanno negato (impedito) l’esposizione pubblica e la pubblicazione dei progetti che avevano partecipato al terzo concorso relativo al comparto Stazione FFS di Bellinzona?
9. È illegale impedire l’esposizione dei progetti che hanno partecipato a un concorso di architettura pubblico?»

Foto tratta dal profilo Facebook di Tuto Rossi