Il tunnel del San Gottardo e l’autostrada dei dati, paure diverse?

di Matteo Quadranti, granconsigliere PLR

La Commissione europea ha inserito nella sua Agenda Digitale UE per il 2020, la copertura di tutte le economie domestiche con almeno 30Mbps di banda, di cui la metà con almeno 100Mbps. Il Consiglio federale nel 2014 ha modificato una norma sulle telecomunicazioni per raddoppiare la velocità minima del collegamento, ha pubblicato “l’Atlante della banda larga” e la guida “Verso l’autostrada dell’informazione” (www.atlantebandalarga.ch; www.bandaultralarga.ch/it/ ). Il mondo parla già di “banda ultra larga” necessaria alle nuove reti mobili (da 4G a 5G), più affidabili, più vicine alle utenze di cui si avvantaggeranno i trasporti, le fabbriche dell’industria 4.0, l’agricoltura, la pubblica amministrazione. Dietro il 5G si sostiene ci sia il piano di trasformazione di un intero Paese. La Svizzera risulta al primo posto dei paesi OCSE per il numero di collegamenti a banda larga (non ancora “ultra”) ogni 100 abitanti, con un tasso di penetrazione prossimo al 45%. Questo dato scende molto sotto la media OCSE se si considerano soltanto i collegamenti in fibra ottica laddove esiste un divario marcato tra la Svizzera e gli altri paesi OCSE per quanto riguarda l’estensione della rete fino all’interno degli edifici. Questo potrebbe portare a un “divario digitale” tra il nostro paese e il contesto internazionale e addirittura all’interno dei nostri stessi confini. Il nostro Cantone occupa l’ultima posizione tra le regioni svizzere per quanto riguarda l’accesso alla banda larga (69% delle utenze). Sebbene molte zone urbane e alcune periferiche beneficino di una connessione ad alta velocità, alcune aree lontane dagli agglomerati non possono accedere ai pacchetti internet-telefono-TV. Gli investimenti privati in telecomunicazioni sono più redditizi nelle aree densamente popolate (60/70%). Per questa ragione si tratterebbe di colmare il divario mediante una strategia, un progetto, una task force cantonale (Enti pubblici, distributori di energia e operatori di telecomunicazioni) per giungere al finanziamento dell’infrastruttura: ca. 900 milioni di cui il contributo del Cantone potrebbe variare tra il 10 e il 20%, tra 8.3 e i 16.6 milioni di franchi annui. Sempre meno di ciò che spendiamo per la manutenzione di strade e sostegno al trasporto pubblico. Con un intervento cantonale, e lo stesso governo – sostenuto da uno studio specialistico - lo riconosce, si può stimare un’accelerazione infrastrutturale di almeno 5-10 anni nelle zone periferiche. Sempre il Governo sottolinea che la finestra di opportunità per effettuare questo investimento infrastrutturale generazionale si apre ora (2015) e potrebbe risultare più difficile colmare la lacuna in futuro. Sempre rispondendo a due mozioni del 2013 del gruppo parlamentare PLR sul tema della fibra ottica, della banda larga – insomma, dell’autostrada dei dati - quale progetto infrastrutturale fondamentale per il nostro futuro, il Governo (cfr. messaggi no. 6831 e 7034) scrive che: (1) dopo lo sviluppo della rete telefonica universale, il passaggio dall’analogico al digitale si è andati verso il protocollo internet (IP) e l’integrazione di reti mobili e fisse; (2) le reti fisse tradizionali soffriranno importanti limitazioni nell’offerta e nella richiesta di servizi innovativi e avanzati tra cui: comunicazioni in tempo reale e videoconferenze, telelavoro, telepresenza, cloud computing e stoccaggio dati, servizi finanziari, internet of things, domotica, smart-grid, government e e-health; (3) l’investimento in una rete FTTH garantirebbe un notevole impatto di carattere economico e sociale con vantaggi tipo: investimento infrastrutturale generazionale, caratteristiche tecniche superiori e capaci di rispondere alle sfide future, vantaggi concorrenziali economici, turistici attrattivi per privati, aziende, poli tecnologici e di marketing territoriale, impatto ambientale positivo, ricadute economiche positive anche per i valori immobiliari; (4) un investimento pubblico e generazionale nell’infrastruttura, è strategicamente fondamentale per uno sviluppo omogeneo del nostro Cantone; (5) è un compito della politica valutare l’opportunità d’incoraggiare o meno lo sviluppo delle reti, la tecnologia del futuro, in un discorso di servizio universale.

Dopo tutte queste determinanti, positive e strategiche premesse, il Consiglio di Stato però conclude le oltre 20 pagine di messaggio, sorprendentemente e in tre righe, dicendosi contrario a un intervento del Cantone in questo ambito lasciandolo al solo settore privato. Ciò dopo aver riconosciuto che l’intervento dell’ente pubblico sarebbe fondamentale. Ha quindi ragione il presidente PLR Rocco Cattaneo quando scrive “sguardo al futuro assente” da parte del governo. Il gruppo PLR, partendo da constatazioni poi confermate dallo studio strategico del Cantone, insiste e punta a disporre al più presto di adeguate autostrade dei dati quale indubbio vantaggio territoriale e fattore di successo per l'intero Cantone. La vera sfida del XXI secolo sono le reti di trasporto e comunicazione dei dati come lo furono in passato la rete ferroviaria (oggi ancora con AlpTransit) e poi autostradale per collegare il Cantone al resto della Svizzera e del Mondo. Da sempre trasporti e comunicazioni sono andati a braccetto col progresso e i cambiamenti nelle relazioni sociali. Non disporre di capacità di banda significa rimanere isolati ed arretrati. La chiusura del tunnel autostradale del San Gottardo per cui si è disposti a spendere milioni, ha generato un fervido dibattito e energie importanti che purtroppo l’isolamento o ritardo telematico del Ticino non pare suscitare. Eppure gli interessi economici dell’autostrada dei dati saranno altrettanto se non più importanti.

Matteo Quadranti, granconsigliere PLR