"Contro danni alla salute, persone in assistenza, meno prodotto nazionale lordo, criminalità e dipendenze: regolarizziamo la cannabis!"
Intervista a Sergio Regazzoni, dopo l'omaggio ai parlamentari. "I consumatori ci sono e crescono: con la situazione attuale, respirano veleno. E attenzione, la canapa light è legale"
Politica
BELLINZONA - Dopo una giornata a dir poco impegnativa, fuori da Palazzo delle Orsoline una sorpresa attendeva i granconsiglieri, l'altro giorno: Sergio Regazzoni, di Cannabis Ricreativa, ha consegnato loro un volantino con allegato un sacchetto di canapa light. Galusero ha chiamato la Polizia: abbiamo voluto farci spiegare da Regazzoni il motivo del gesto, e soprattutto perché è, a suo avviso, così importante legalizzare la canapa. Come le è venuta l'idea di "omaggiare" in quel modo i deputati? "Si trattava di trovare un messaggio che fosse abbastanza forte per scuoterli. Solo con l'informazione ci vuole molto tempo, lo abbiamo notato con l'allarme della cannabis al veleno, che ha impiegato un anno a passare. È pendente un'interrogazione parlamentare firmata da oltre un terzo dei membri, a livello trasversale. All'interno del Gran Consiglio ci sono dei membri contrari a una regolamentazione e che preferiscono la situazione attuale: non si rendono conto della realtà!" Qual è, quindi, la realtà, secondo voi? "Dopo 50 anni dall'entrata in vigore della legge (proibizionista, ndr) ci sono solo danni: i consumatori sono aumentati, così come la criminalità, e chi consuma ha a disposizione una cannabis velenosa, come è provato scientificamente. Ci sono casi di persone particolarmente sensibili che hanno avuto problemi cardi respiratorio. Il consumo dura dall'adolescenza ai 30 anni, chi fuma il veleno contenuto in quella cannabis rischia di avere dei danni tali da non poter poi partecipare alla produzione del prodotto nazionale lordo, divenendo un peso e spalmando il danno su tutta la collettività. Inoltre, incentiva la criminalità, in particolare quella albanese che controlla gli stupefacenti in Svizzera. Quando vengono presi, per loro è come far vacanza nelle nostre carceri". La regolamentazione, a suo avviso, eviterebbe tutto ciò? "La regolamentazione è un vantaggio per la società, perché fa in modo che non ci sia più criminalità che commercia una canapa velenosa. I consumatori, che si voglia o no, ci sono e sono in crescita. Per un giovane che fuma ci sono molte conseguenze: il primo passo è la multa, poi il ritiro della patente, abbiamo per esempio giovani che lavorano come artigiani e non potendo usare i mezzi pubblici perdono il lavoro, dopo la disoccupazione spesso finiscono in assistenza". Rendere legale la cannabis non è incitare i ragazzi a fumare? Lei afferma, per chi non se ne intende, che non è nociva? "Si vorrebbero giovani sportivi che non fumano, non bevono, non consumano psicofarmaci e non si drogano, ma non si possono chiudere gli occhi. La realtà nella quale consumano, al momento, li danneggia di più. Pensiamo alla sparatoria di Basilea, crede che siano stati uccisi per gelosia? E andrebbe fermato un tir con sostanze dannose ogni giorno. La nostra è una rincorsa con un cucchiaino per svuotare il mare. Chi ha inserito la regolamentazione, in primis gli USA, mostra i benefici. Le statistiche in Colorado per esempio dicono che gli approcci degli adolescenti alla cannabis sono diminuiti. La Polizia, in quel modo, ha mezzi più efficienti per combattere le sostanze stupefacenti che davvero danneggiano la persona, mi viene in mente l'invasione di meta anfetamine, pericolosissime. Non facciamo più il discorso ipocrita che la cannabis fa male, è psicotropa e ha effetti dannosi, ma mai come la cocaina o l'eroina, assieme a alcool e nicotina. Se essi sono al primo posto nella classifica delle sostanze pericolose, la cannabis è solo all'undicesimo". Ritenere il consumo di cannabis normale fra i giovani non è un primo passo per spingerli verso dipendenze da sostanze più pesanti, come appunto eroina e cocaina? "Al momento c'è una contiguità negli spacciatori. Gli stessi che vendono la cannabis spacciano anche eroina e cocaina, rischiando dunque di creare delle dipendenze assai più pesanti. Perché i giovani devono essere a contatto con questa gente, che dà non solo cannabis ai giovani? Per chi lavora nella prevenzione è più difficile operare e capire chi ha un consumo patologico, perché essendo la cannabis illegale, si nasconde il suo uso. Un po' lo stesso discorso valeva con l'alcool quando era illegale negli USA, fino agli anni '30, con prodotti denaturati". Quella che avete consegnato ai parlamentari è cannabis light, che è legale, giusto? "In Ticino si fa molta confusione: la si sanziona come marjuana, mentre è stata autorizzata dall'Ufficio Federale della Salute come materia prima utilizzabile come succedaneo del tabacco, con un THC fino all'1% non ha effetti psicotropi. Non vanno date multe, e farlo è uno spreco di mezzi e di risorse dello Stato in un momento in cui si ha bisogno di sfruttarle al meglio. Non dico che un poliziotto non può verificare se un giovane stia fumando cannabis light o no, ma non può multarlo".

Pubblicato il 16.03.2017 12:00

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