Quadri, "noi primo partito perché ci opponiamo a Schengen". Gaffuri: "Lega Nord da sempre genuflessa alla Lega dei Ticinesi"
Anche La Stampa si è occupata del caso delle dogane chiuse, rilevando una differenza di politica fra Berna e Bellinzona, confermata dai due politici
Estero

LUGANO – “Il confine dei dispetti”, lo chiama La Stampa. Anche il prestigioso giornale italiano, dopo numerose trasmissioni televisive e radiofoniche, si è chinato sul momento di tensione fra Italia e Ticino: “un crescendo di dispetti e ripicche”, si legge.

Il tema? Ancora una volta, la chiusura delle tre dogane secondarie durante la notte.

Al di là delle solite affermazioni, l’articolo sottolinea una differenza di politica tra il Governo cantonale e quello federale. D’accordo è anche Lorenzo Quadri, che ha dichiarato: “se la Lega in Ticino è il primo partito, è perché si è sempre opposta a Schengen”. E a Berna, invece? “Lì per difendere l’industria  e uscire dalla black list ha sacrificato le banche, facendo perdere al Ticino migliaia di posti di lavoro”.
Poi accusa i politici italiani di non conoscere molti dei dossier aperti con il nostro paese, o almeno di fingere di non esserne a conoscenza.

Una conferma della tesi della diversità di veduta fra Ticino e Confederazione arriva anche da Luca Gaffuri, consigliere regionale lombardo per il PD e segretario della Commissione per i rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica. Il quale attacca anche la Lega Nord. “Si sa che essa è sempre genuflessa davanti a quella dei Ticinesi. Il punto è a che a Berna hanno capito che il mondo è cambiato, a Bellinzona no”.


Pubblicato il 18.04.2017 16:00

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