Dell'Ambrogio, i migranti e la sinistra. "Bosia Mirra, facile predicare la morale e non esporsi alle conseguenze. Ma mi preoccupano le titubanze del PS: così la destra prospera"
L'ex deputato su Opinione Liberale parla del confine fra le leggi e la coscienza. "Abbiamo un partito socialista attento alle intenzioni e poco alle conseguenze. Il contrario di ciò che predicava Marx..."
Politica
BELLINZONA – Lisa Bosia Mirra oggi su La Regione ha spiegato di essere pronta a rimanere al frotne, ovvero a Como, dove, dalle avvisaglie, prevede un’estate calda in tema migranti.

La deputata è stata chiamata in causa da un duro articolo su Opinione Liberale del Segretario di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione, nonché già deputato PLR in Gran Consiglio. Mauro Dell’Ambrogio infatti ricorda che Bosia Mirra “dice di anteporre la sua coscienza alla legge; di cosa incoraggia in tal modo non si sente responsabile”.

Come fece, utilizzando un mito greco, Antigone, rappresentante del dilemma, già secoli orsono, fra coscienza e leggi. “Seppellì i fratelli nonostante la legge vietasse la sepoltura dei traditori, pur sapendo che l’aspettava per questo la condanna a morte. La legge violata da Antigone mirava a dissuadere dal tradimento contando sulla credenza di un aldilà peggiore per chi non fosse seppellito. Antigone (in verità Sofocle o chi inventò prima di lui la leggenda) non volle anteporre in astratto una morale alla legge, bensì affermare, senza agire di nascosto, il primato della pietà per i morti su ogni considerazione terrena”, scrive Dell’Ambrogio.

Nel suo lungo pezzo, parla delle connivenze, ormai note a tutti, fra scafisti e Organizzazioni non Governative: sovente i primi avvisano i secondi di dove si trovano coi barconi carichi di migranti, a cui vengono riservati “trattamenti disumani ai migranti nelle loro mani, torture per estorcere più soldi alle famiglie, carico su barconi ad alto rischio di naufragio, stupri e omicidi impuniti”. Un’unione nata per un interesse reciproco, come prosegue Dell’Ambrogio: “gli scafisti non devono andar lontano e riducono i rischi di identificazione e arresto, oltre a quello di sequestro di barche riutilizzabili, le ONG salvano (o portano in Italia, secondo i punti di vista) più persone senza pattugliare a vuoto”.

Ma il profilo etico, chiede? Dov’è il confine oltre il quale le ONG diventano complici degli scafisti e dei loro metodi poco ortodossi, spesso, di vendere una speranza ai migranti? “Basta, per essere innocenti, che non siano queste le intenzioni, o la responsabilità per le proprie azioni si estende alle conseguenze prevedibili anche se non volute?”.

E qui entra in gioco la domanda rivolta a Lisa Bosia Mirra.

La quale viene attaccata anche nel finale. “Troppo facile predicare la morale e non esporsi alle conseguenze: né autodenunce né dimissioni da una carica pubblica, visto poi che le condanne per aiuto all’entrata illegale senza motivo di lucro sono, la prima volta, poco più che simboliche”.
A preoccupare Dell’Ambrogio, però, non è la deputata, ma il suo partito, il PS, con le sue titubanze. Un partito “molto attento alle intenzioni e poco alle conseguenze nella realtà; proprio il contrario di quanto insegnava il dimenticato Carlo Marx. Dal colonialismo al comunismo, all’origine dei maggiori disastri per l’umanità ci sono sempre state buone intenzioni. Non c’è da meravigliarsi se, con questa sinistra, la destra prospera”. In Ticino, e non solo, probabilmente intende.


Pubblicato il 19.05.2017 15:00

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