La tassa sul sacco, non una nuova tassa ma un sì alla legalità
di Fabio Käppeli, granconsigliere PLR
Tribuna libera
L’8 novembre scorso, il Gran Consiglio ticinese, accogliendo la modifica della Legge cantonale di applicazione della legge federale sulla protezione dell’ambiente, ha di fatto detto sì alla tassa cantonale sul sacco.

Al proposito ricordo che nel 2011 (ben sei anni fa!) il Tribunale federale, giudicando un caso del Canton Vaud (che oggi vanta un concetto di sacco regionale adottato dalla maggior parte dei Comuni), ha definitivamente sancito la non conformità con il diritto federale dei Regolamenti che prevedono solo una tassa forfettaria.

E così, da allora, il Canton Ticino, per allinearsi al quadro giuridico di riferimento, secondo le indicazioni del Tribunale federale, prescrive ai Comuni un modello di riferimento basato sul prelievo di una tassa base e di una tassa proporzionale al quantitativo di rifiuti da smaltire.

La nuova regolamentazione introdurrà quindi in tutto il Cantone il principio di causalità “chi inquina paga”, corollario di “chi non inquina non paga”.

Non rappresenta una nuova tassa, poiché in un modo o nell’altro tutti noi paghiamo già oggi per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

Come auspicato dai promotori del Referendum, il 21 maggio prossimo sarà la cittadinanza ad esprimersi su questo tema. Un’occasione per aderire ad un principio giuridico federale e molto svizzero e per rispettare il diritto dei cittadini di poter pagare in maniera causale per i propri rifiuti.

Invito dunque ad approvare con convinzione la nuova regolamentazione cantonale, votando sì alla tassa cantonale sul sacco. 

di Fabio Käppeli, granconsigliere PLR


Pubblicato il 19.05.2017 18:00

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