"È una vergogna, o rispettate gli orari o chiudete del tutto". Un automobilista insensibile scatena la Val Bregaglia contro i frontalieri
L'uomo, interpellato dalla RSi sulla riapertura a senso alternato della strada tra Bondo e Sottoponte, ha mostrato decisamente poca pazienza, facendo arrabbiare chi sta vivendo problemi ben più seri. E appare qualche striscione: parole inappropriate come casus belli in un momento difficile?
Svizzera
BONDO - "Sono le 7 e non riaprono ancora... è una vergogna, una vergogna! Se si dice un orario è quello, sennò chiudetela su per sempre..." E varie parolacce, coperte provvidenzialmente dal beep.

Un uomo, apparentemente sulla cinquantina, maglietta verde che sembra un'uniforme, con sopra un giachettino grigio, è il casus belli che ha fatto scoppiare la rabbia dei bregagliotti verso i frontalieri. È stato protagonista di un servizio della RSI qualche giorno fa, quando è stata riaperta la strada che da Bondo porta a Sottoponte, in senso alternato: ovvero, per un certo lasso di tempo passano i frontalieri, che si recano in Engadina, poi tocca a coloro che tornano a casa, in senso inverso, dopo aver lavorato di notte.

Un passo avanti, insomma, rispetto all'isolamento vissuto dalla zona, come conseguenza delle colate e delle giornate di terrore. La Val Bregaglia prova piano piano a tornare alla normalità, e la maggior parte delle persone, coraggiosamente, affronta i disagi. C'è chi è senza casa, chi ci può tornare solo poche ore al giorno, chi ha perso degli averi, chi non sa che cosa gli accadrà.

E allora, in fondo, l'attesa per poter passare è cosa da poco. Gli animi sono tesi, e qull'uomo, un frontaliere che si reca evidentemente in Egandina, mostra che i suoi sono saltati, e ha scossoa cnhe quelli della gente già scossa da tragedie decisamente maggiori della sua. Insomma, c'è chi sta decisamente peggio, e gli altri frontalieri interpellati hanno mostrato maggior comprensione (e onestamente pare il minimo...).

La tensione è esplosa, e striscioni come quello nell'immagine mostrano la rabbia di chi, in una situazione drammatica, se la prende coi lavoratori frontalieri, che hanno anche chiesto risarcimenti straordinari a causa delle strade chiuse (ma difficilmente lo otterranno).

Per fortuna la maggior parte delle persone, su Facebook e non solo, smorzano i toni. In fondo, per una sola voce fuori dal coro in un momento inappropriato, è inutile prendersela con tutti, e i problemi vissuti dalla zona sono decisamente più seri.

Eppure, per i frontalieri parrebbe essersi aperto un nuovo fronte, in una zona che prima era bene o male esente da tensioni. Oltre alla solidarietà, la tragedie delle colate ha portato anche questo?


Pubblicato il 09.09.2017 17:00

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