Da 1'000 a 2'500 franchi a un cameriere, da 600 a 800 a un aiuto cuoco, quando arrivavano! Espulsi per sette anni dalla Svizzera, sfruttavano dipendenti, anche senza permesso
Condannata una coppia, una 34enne rumena e un 53enne bengalese, entrambi con nazionalità anche italiana, responsabili di take away e ristoranti etnici. I dipendenti, spesso extraeuropei, a un certo punto, stufi di non ricevere nemmeno quel poco, hanno denunciato
Bellinzonese
BELLINZONA – Trenta mesi di carcere e 55 aliquote da 10 franchi sospese per la donna, trentasei mesi e 70 aliquote da 10 franchi sospese per l’uomo. Torneranno in libertà fra un mese e saranno espulsi dalla Svizzera dove non potranno tornare per sette anni.

I protagonisti della vicenda sono una 34enne rumena e un 53enne bengalese, entrambi con nazionalità italiana, e residenti a Bellinzona.

Ma al di là della condanna, a colpire è lo sfruttamento dei dipendenti operato dai due.

Gestori di tre ristoranti etnici e di un take away a Bellinzona, Chiasso e Lugano, impiegavano anche personale straniero, spesso extraeuropeo, sprovvisto di permessi. Lo stipendio? Letteralmente da fame, e non è un gioco di parole poiché si parla di ristoranti. Per i camerieri, tra 1'000 e 2'500 franchi, senza tener conto delle ore fatte, e per gli aiuto cuochi addirittura meno di 1'000 per un tempo pieno: da 600 a 800 franchi.

Ben al di sotto, insomma, dei contratti collettivi della categoria, sfruttando lo stato di bisogno di persone che a quei soldi non potevano rinunciare. Il fatto è che spesso non arrivavano, o venivano versati parzialmente, e alla fine i lavoratori, esasperati, si sono rivolti ai sindacati.

I 10 dipendenti stessi otterranno un risarcimento totale di circa 120mila franchi: una denuncia che è servita, più che altro, a rendere noto un ennesimo caso di dumping. Ma, e questo è il brutto della faccenda, non stupisce più.


Pubblicato il 13.09.2017 12:30

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