La verità di Dadò, "il soggiorno l'ho pagato io, e quelle due cene mi parevano una forma di cortesia alla mia compagna da un collaboratore professionale"
Il responsabile della Argo avrebbe pagato due cene a Bormio al presidente pipidino e alla compagna, responsabile del servizio richiedenti l'asilo. "Lei non dà mandati, esegue solo quanto detto dai superiori, io non ero un personaggio di rilievo, e della Argo non mi sapeva"
Politica
BELLINZONA – Aveva promesso una nuova presa di posizione a breve, dopo aver detto a caldo “io sono un privato cittadino e non un personaggio pubblico”, e Fiorenzo Dadò oggi, alla RSI, è tornato a parlare del nuovo caso legato alla Argo che lo coinvolge.

Ricordiamolo, il presidente del PPD aveva trascorso un weekend con la compagna, alcuni anni fa, in un hotel a Bormio, riservato dal gerente della Argo, che aveva pagato 150 euro di caparra.

“Allora non ricoprivo alcun ruolo politico rilevante”, ricorda. “E la funzionaria non è una dirigente, non ha dato nessun mandato e non ha nessun potere decisionale, ma è tenuta a eseguire quello che le dicono i suoi superiori”.

Della Argo, aggiunge, non si sapeva tutto ciò che è noto oggi, “alla luce dei fatti nessuno prenderebbe neanche un caffè da questa ditta o da questi signori”.

Il soggiorno, e ha le fatture per dimostrarlo, l’ha pagato lui, fatta eccezione per, dice lui, due cene, interpretate come “una forma di cortesia alla mia compagna da parte di un suo collaboratore professionale”.


Pubblicato il 18.09.2017 09:00

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