Sul caso Rüfenacht, Pelit fuori dal politically correct. "Iniziate a vedere le persone come tali! Io mi i-----o di più se mi danno del diversamente abile"
L'atleta paralimpico Murat Pelit commenta sui social la vicenda che ha coinvolto il giocatore del Berna: "su Facebook siete tutti paladini della giustizia? Ma chi non ha mai dato del mongolo o dell'handicappato per scherzo a un amico? Vi do io un consiglio..."
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LUGANO/BERNA - Ieri la polemica è corsa sul filo Berna-Lugano, dopo le affermazioni pesanti e fuori luogo di Rüfenacht, che ha dato dell'handicappato a Walker. Chiesa gli aveva dapprima risposto sui social, coinvolto in modo particolare avendo una persona diversamente abile, il cognato, in famiglia, poi era seguito un video del Lugano e infine le scuse dello stesso giocatore bernese.

A commentare come voce fuori dal coro, ovvero chiedendo di trattare le persone disabili semplicemente come persone, ci ha pensato uno degli atleti paralimpici più apprezzati e famosi a livello ticinese. Murat Pelit, come si sa, dopo un tumore maligno nel 2003 e molti interventi, è stato colpito da una paraplegia completa, ma con grande forza ha ripreso in mano la sua vita, ottenendo molti risultati positivi nello sci paralimpico.

"Dai su siamo seri! Tutti a puntare il dito contro Rüfenacht, dicendo che non si toccano i disabili, le persone con handicap e bla bla bla! Come se tutti non avete mai dato del mongolo o handicappato per scerzo ad un amico!", ha scritto su Facebook.

"Ma è possibile che su Facebook vi sientite tutti paladini della giustizia?", prosegue, terminando con una richiesta: "volete fare qualcosa di buono? Ve lo do io un consiglio! Iniziate con il vedere le persone come tali! E non classificandole come diversamente abili (a me fa incazzare di più se mi dicono diversamente abile)!".

Un esempio di grande umanità, ancora una volta, di Pelit, oltre il politically correct. 


Pubblicato il 19.09.2017 16:53

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