Il PPD, "riconosciuto il lavoro della Commissione scolastica e del Parlamento sulla civica. Sulle pensioni, il Ticino ha detto sì alla nostra battaglia sulla depenalizzazione del matrimonio"
Complessivamente soddisfatti i pipidini, nonostante il risultato riguardante Previdenza2020 a livello nazionale "impone ora l'immediata ricerca di una soluzione per salvare l'AVS che rimane in una situazione molto critica: una nuova riforma è indispensabile"
Politica
BELLINZONA - Il PPD esulta per i risultati odierni scaturiti dalle urne.

Prima di tutto, a livello cantonale. "La popolazione ticinese, sulla Civica, ha ampiamente riconosciuto l’importante lavoro svolto della Commissione scolastica che, con l’avvallo del Parlamento, ha trovato una soluzione pragmatica nell’interesse di tutte la parti coinvolte: allievi, docenti e iniziativisti".

Per quanto concerne le pensioni, il partito fa notare le differenze tra Ticino e Svizzera.  "Il PPD è inoltre soddisfatto per i risultati positivi conseguiti a livello cantonale dalla Riforma delle pensioni ma nel contempo prende atto della bocciatura di misura, a livello svizzero, dei due medesimi oggetti", si legge nella nota.

Il sì del nostro cantone significa che i ticinesi "hanno sostenuto un compromesso giusto ed equilibrato, nell’interesse dell’economia, delle persone attive e dei pensionati così da garantire delle rendite sicure per i prossimi anni. Con il SI è pure stata riconosciuta la lunga battaglia del PPD contro la penalizzazione fiscale del matrimonio". Ma "il NO però a maggioranza di Cantoni e popolo, impone ora l’immediata ricerca di una soluzione per salvare l’AVS che rimane in una situazione molto critica. Una nuova riforma è dunque indispensabile".

 

Pubblicato il 24.09.2017 17:32

Guarda anche

Politica
Marco Passalia propone di "usare i dati in anonimo per poter valutare meglio i progetti infrastrutturali: permetterebbero di visionare i diversi tipi di traffico, i mezzi usati e di analizzare dunque gli spostamenti dei cittadini". A Montreaux, per esempio...
Politica
Il presidente democentrista sottolinea come il tema sia delicato e complesso, meritevole di approfondimento. "Se avessero ascoltato le critiche, forse non si sarebbe neppure arrivati al voto. Se venisse tolto il canone, ne farebbero le spese anche le emittenti private come TeleTicino"
Politica
Il vicepresidente dell'UDC non è sorpreso dall'intervista del suo Consigliere Nazionale: "non è un'iniziativa democentrista. Non vedo perché SSR e RSI non potrebbero continuare come emittenti private, i finanziamenti si possono trovar. Ma prima deve esprimersi il popolo"
Politica
Il Consigliere Nazionale democentrista si oppone all'iniziativa per togliere il canone. "Chi vota sì è estremamente deluso dalla lottizzazione partitica all'interno della RSI e dalla linea troppo sbilanciata a sinistra. Ma le critiche bastano per farla chiudere?"