"Se in Lombardia arrivassero 65mila lavoratori ticinesi, avrebbero già eretto un muro da far invidia a Trump e Orban"
L'affermazione di Lorenzo Quadri rientra in un commento dove boccia il nuovo mensile. "Se pensano di migliorare l'immagine l'accettazione dei frontalieri, hanno fatto male i conti. Al massimo servirà a spiegare come approfittare delle nostre leggi, entrando in 65mila uno per macchina"
Estero
COMO - Se l'Italia avesse un numero di ticinesi simile a quello dei frontalieri che si recano in Lombardia a lavorare, ci sarebbe un muro... altro che Trump e Orban. Lorenzo Quadri si scaglia contro il mensile gratuito dedicato ai frontalieri, e termina con questa affermazione, forte. Ma le sue critiche vanno dai contenuti allo spirito. 

In Facebook, in molti chiedono dove possono trovare il nuovo mensile, dal titolo appunto "Frontalieri". Qualcuno si lamenta della coda ulteriore causata dalla ragazza che lo distribuiva. Qualcuno parla di sensazionalismo simile a quello dei giornali. Insomma, di giudizi ancora pochi.

Ma il leghista, solo dando un'occhiata alla prima pagina della prima edizione, boccia l'iniziativa. "Già dalla prima pagina si capisce che si tratta di un foglio tendenzioso ed antisvizzero. Titolo: "Senza i frontalieri Ticino in difficoltà"? E perché non dire invece: con 30mila frontalieri invece di 65'500 il Ticino starebbe molto, ma molto meglio di adesso?", scrive Lorenzo Quadri. "E, se i responsabili del nuovo periodico volevano essere obiettivi, come mai non hanno titolato: "Senza il Ticino, per almeno 250mila persone della fascia di confine (frontalieri ed i loro familiari) niente pagnotta sul tavolo"? E perché non ricordare che i frontalieri sono dei privilegiati fiscali rispetto agli italiani che vivono e lavorano in Italia?"

Contesta la "fregnaccia del casellario giudiziale", "mentre i ticinesi dovrebbero invece continuare a tollerare le prese per i fondelli dei governanti italici (ultimo esempio: la visita di ieri di Alfano) o le shitstorm (=tempeste di cacca) anti-Ticino di politicanti della vicina Penisola in fregola perpetua di visibilità mediatica (vedi la pantomima sulla chiusura notturna dei valichi secondari)"-

Per Quadri, "se questo è l'andazzo del nuovo foglio gratuito (vedremo quanto durerà...), comincia già col piede sbagliato". Insomma, vita breve, anche se "c'è anzi il fondato sospetto che servirà al massimo a spiegare ai frontalieri:  come meglio approfittare del territorio ticinese (ovviamente: entrando in 65'500 al giorno uno per macchina) senza lasciarvi nemmeno un centesimo;  come sfruttare a proprio vantaggio le leggi dei ticinesotti (che tanto "sono fessi e non si accorgono di niente"); e come ottimizzare fiscalmente".

Nell'editoriale si parlava di fratellanza fra lavoratori residenti e frontalieri, per il leghista il giornale non farà altro che esaperare i rapporti. "Se qualcuno crede che simili pubblicazioni serviranno a migliorare l'immagine e l'accettazione dei frontalieri in Ticino forse ha fatto male i conti. Ma probabilmente l'obiettivo è ben altro".

Poi termna: "quanto alla scempiaggine delle "feroci campagne" antifrontalieri: se ogni giorno entrassero nel comasco e nel varesotto 65'500 lavoratori ticinesi di cui almeno la metà non risponde ad alcuna necessità dell'economia locale, il Belpaese sul confine avrebbe già costruito un muro da fare invidia a quelli di Trump e Orban". Un'affermazione forte, forse che va oltre il semplice commento al giornale. 




Pubblicato il 12.10.2017 09:00

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