"Si permettono di tutto e di più, senza doversi mai giustificare e creando situazioni discutibili". L'accusa di Romano a vertici e giornalisti RSI
Il Consigliere Nazionale è contrario all'abolizione del canone, "sarebbe come spararsi sui piedi", ma non apprezza "il tipo di approccio e le risposte date a situazioni specifiche. E semmai le risposte sono: autonomia redazionale, liberà del giornalista e 'guarda al complesso'"
Luganese
MENDRISIO – Un post, ieri, che aveva fatto interrogare in molti su che cosa intendesse dire Marco Romano. Il pipidino ha infatti scritto: “Mi spiegate perché non appena un politico si esprime criticamente verso la struttura e taluni contenuti della RSI e della SSR viene subito additato quale sostenitore dell’iniziativa “No-Billag”?!? A Comano tutto quanto viene prodotto (e come) è "una verità universale e indiscutibile”, un dogma? Pura “guerra di trincea” senza mettersi in discussione?!? Ripeto: non voglio abolire il canone (forse ridurre) e combatto apertamente l’iniziativa. Chi è critico è subito bannato/preso a pesci in faccia/censurato?!? Eh no…"servizio pubblico" non significa "Siamo Perfetti e facciamo tutto senza limiti"...”.

Parole dure, ma di più, interpellato anche da colleghi, Romano non aveva voluto dire. E, come sempre sui social, la discussione si è scatenata. Lui non è a favore dell’abolizione del canone, lo sottolinea più volte: “votare a favore di No Billag è come spararsi ai piedi. Il mio post è per respingere l’iniziativa”. Ciò non toglie che per il Municipale di Mendrisio non tutto sia positivo. Si scambia messaggi con Antonino Civile, che aveva già discusso anche con Bühler, e pare scompaiano messaggi. Ma Romano sostiene, “è innegabile che da parte dell'azienda e dei giornalisti la propensione al vero dialogo è scarsa e alla critica le risposte sono sempre le stesse 3 (1. "autonomia redazionale" 2. "libertà del giornalista" 3. "guarda al complesso"). In questa fase l'approccio e le modalità espresse nel mio post emergono alla grande”.

Che cosa intende dire, esattamente? “La mia critica è mirata a dinamiche e strutture dell'azienda. Non è nuova dato che 10 anni fa ero membro del consiglio regionale della CORSI e già lí ogni suggestione era fumo degli occhi: tutto è concesso, tutto è permesso, ogni commento è offesa”.

Nella discussione interviene una giornalista, Chiara Camponovo, che ha avuto ospite il Consigliere Nazionale più volte a Modem, anche nei collegamenti da Berna. “Ho sempre cercato, e sono sicura che lo fanno anche molti miei colleghi, di ascoltare la tua opinione e di trasmetterla al nostro pubblico. Non so se sono sempre riuscita a dare il giusto spazio a tutti nella diretta, non ho la pretesa di affermare che ho sempre fatto tutto giusto. Ma penso che in molti abbiamo lavorato in questi anni per il servizio pubblico, credendoci. Penso ai miei colleghi e davvero faccio fatica a credere che ci sia qualcuno di noi che pensi di “essere perfetto e di fare tutto senza limiti”. Non è facile leggere tutto quello che viene scritto in queste settimane. È qualcosa che travolge. C’è anche tanto disprezzo lasciamelo dire, ci sono pressioni, accuse, inserite in un contesto di cambiamento, dove gli interessi in gioco, penso tu lo sappia molto bene, sono più grandi di noi giornalisti che lavoriamo ogni giorno”. Insomma, la situazione non è semplice per i colleghi della RSI, al momento. Il politico conferma quanto detto da Camponovo, ma insiste dicendo che la sua critica è rivolta a ”tipo di approccio e risposte date a situazioni specifiche”.

Quali, non è dato sapersi. E allora proviamo direttamente con lui, quanto meno per essere certi di aver interpretato correttamente il pensiero. “Lei critica alcuni modi di porsi della RSI in generale, una sorta di credersi infallibile e sempre nel giusto?”, gli chiediamo.

“Esatto, l’atteggiamento di vertici e giornalisti nel permettersi di tutto e di più, senza doversi ma giustificare e creando situazioni quanto meno discutibili. Chi osa chiedere o criticare sbaglia sempre”, ci risponde.

Al che osiamo. “da qui esce un ritratto con un bel po’ di arroganza da parte di Comano… casi concreti?”- Nulla da fare, non aggiunge altro.


Pubblicato il 12.10.2017 16:30

Guarda anche

Luganese
Non è chiaro cosa sia accaduto realmente sabato notte vicino al Quartiere Maghetti. Pare si sia trattato di un regolamento di conti fra due bande, e l'accoltellatore è ancora in fuga, forse in Italia. Le forze dell'ordine cercano dunque ulteriori filmati o testimonianze
Luganese
All'origine della maxirissa di Lugano ci sarebbe un regolamento di conti legato a droga o a prostituzione. Il liberale: "c'è lassismo che porta a recidiva, perdita di fiducia nelle istituzioni e scoramento". Il leghista: "siamo un sobborgo di Rio? E l'Hotel La Stampa..."
Luganese
La rissa è scoppiata poco prima delle 4 del mattino fuori da un locale pubblico. I feriti non sono gravi seppur riportano lesioni da arma da taglio alle braccia e alle gambe. Le indagini sono in corso
Luganese
Era attesa, ed è arrivata nell'edizione odierna, la replica del direttore del CdT alla presa di posizione di Falò. "Comprensibile e pacata la reazione del sindacato Unia, ridicolmente indecenti le altre, soprattutto in quel di Comano". E esprime perplessità sulla CPI