Assassinio, turbamento della pace dei defunti, oltre ai reati finanziari: il cognato della maestra rinviato a giudizio
Pesante il quadro ai danni del marito della sorella della donna uccisa e lasciata nei boschi di Rodero ormai più di un anno fa. L'uomo ha anche sottratto dei soldi alla SUPSI dove lavorava e deve rispondere di ripetuta appropriazione indebita e truffa
Mendrisiotto
STABIO - Fu un delitto che fece discutere anche oltre i confini ticinesi, per il ritrovamento del cadavere nei boschi di Rodero, e il mistero, subito svelato dall'arresto dopo pochi giorni del cognato, che però lasciava tanti dubbi: c'era una relazione? Perchè l'ha uccisa?

Adesso, a più di un anno di distanza, il Ministero Pubblico segnala che la Procuratrice Pamela Pedretti ha firmato oggi il rinvio a giudizio dinnanzi alla Corte delle Assise criminali di Mendrisio dell'autore dell'uccisione di Nadia Arcudi, avvenuta a Stabio la sera del 14 ottobre del 2016.

Nei confronti dell'imputato, cognato della vittima, per questi fatti, vengono ipotizzati i reati di assassinio e di turbamento della pace de defunti.

Oltre a ciò - come già era stato comunicato - l'uomo dovrà pure rispondere dell'accusa di ripetuta appropriazione indebita e di falsità in documenti per aver sottratto alle casse della SUPSI, Istituto presso il quale lavorava, una cifra di almeno 260 mila franchi. Infine dovrà rispondere anche dell'accusa di truffa, in relazione a una raccolta fondi di 5 mila franchi

Pubblicato il 13.11.2017 18:00

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