Hanno vinto loro. Il Vanilla getta la spugna, "il popolo della notte non sa più divertirsi senza secondi fini. Non ha più senso continuare a remare"
Lo storico locale notturno chiude. Lo conferma il proprietario, che sottolinea come ormai le discoteche non rendano più, se si aggiungono i problemi di sicurezza... "Basta con questo degrado sociale: ero in prima fila sabato ai controlli ma è successo lo stesso quel che è successo. Qualcosa non va"
Locarnese
LOCARNO – “Facciamo un salto al Vanilla?”. Ritrovo di una generazione, la discoteca dove molti giovani andavano a trascorrere il sabato sera, entrato nell’immaginario collettivo, e questo non vuol togliere nulla agli altri ritrovi della movida ticinese. Nell’ultimo periodo, un accoltellamento e i furti, dopo la paura generata dall’uso di uno spray al pepe. E da qui arriva il punto di non ritorno, con la consapevolezza che i controlli non bastano a evitare questi episodi, e dunque si pensa alla chiusura: le autorità cittadine parrebbero essere d’accordo.

La proprietà, rappresentata dalla famiglia Fuchs, è stufa. A La Regione, Alessandro Fuchs spiega che l’ultima serata è prevista per il 6 dicembre, poi si potrebbe riaprire per Carnevale ma per poco: il Vanilla non sarà più discoteca. Lo scoramento si percepisce dalle sue parole, “Sabato ero personalmente presente, sono stato lì, al freddo, per tutta la notte, ho assistito ai controlli, mi sono messo in prima fila. Eppure è successo quel che è successo. Significa che qualcosa, davvero, nel “mondo della notte”, non funziona. Siamo stanchi di stare a queste condizioni. Buona parte del popolo della notte non più in grado di divertirsi senza secondi fini”.

La decisione non è improvvisa, e non è legata solo a questi problemi, anche se sono il principale motivo. “La decisione di destinare gli spazi ad altro è stata presa 3 mesi fa. In primis faccio rilevare che con le discoteche non si guadagna: i costi sono alti, i benefici bassi e c’è il rischio concreto che una buona fetta di giovani avventori causi problemi di vario genere. Quindi abbiamo detto basta”.
Insomma, il degrado non è l’unico motivo però uno dei principali: i malintenzionati, coloro che non sanno divertirsi, hanno vinto, si può constatare.

E ora? Lo stabile dovrebbe essere destinato ad altre attività commerciali. La famiglia Fuchs resterà proprietaria ed è disposta a dare in affitto, anche se prenderà le redini della futura attività. Alessandro Fuchs termina con una frase amara, “ma davvero diciamo basta con questo degrado sociale e gli effetti che esso provoca . Se dall’altra parte la corrente è troppo forte, non ha più senso continuare a remare”.

Sipario, dunque. Il mondo della notte deve davvero interrogarsi. Siamo a un punto di non ritorno?



Pubblicato il 05.12.2017 12:06

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