Canetta è sicuro, "col testo dell'iniziativa, se passa il sì la SSR non ha alternative alla chiusura"
Il direttore della RSI analizza il sondaggio che dice che il 57% dei votanti sarebbe pronta a sostenere NoBillag. "Servizio pubblico vuol dire finanziato con denaro pubblico, attraverso il canone: si perderebbe il 75% dei finanziamenti. Le frequenze sarebbero messe all'asta"
Politica
COMANO – La SSR non sopravviverebbe a un sì a NoBillag. Ne è convinto il direttore della RSI Maurizio Canetta, interpellato da La Regione, dopo il sondaggio pubblicato da alcuni domenicali, il quale indica come il 57% degli interpellati sarebbe intenzionato ad approvare l’iniziativa.

“Diciamo bene le cose: servizio pubblico vuol dire servizio finanziato con denaro pubblico, attraverso il canone… Oggi i programmi della Ssr si sostengono, per circa il 20-25 per cento, dal mercato, dalla pubblicità”, spiega Canetta. Molti, probabilmente, non si rendono conto di che cosa comporterebbe una decisione come l’abolizione del canone (anche se non è facile capirlo, essendo una situazione nuova). Sicuramente “ci ritroveremmo senza il 75 per cento dei finanziamenti, il che vuol dire meno qualità e quindi meno pubblicità… dire che potrebbe rimanere una parte della SSR è illusorio rispetto al mercato pubblicitario svizzero. Visto il testo dell’iniziativa, non abbiamo alternative alla chiusura”. Senza se e senza ma.

Anche perché il testo è chiaro e “prevede che con ci saranno più finanziamenti al servizio pubblico e che si metteranno all’asta le frequenze: la conseguenza logica è la chiusura del servizio pubblico. L’asta, è bene ribadirlo, si baserà su criteri economici, non editoriali”.

Canetta fa notare ancora una volta la mancanza dei ticinesi e degli over 65 nel sondaggio, che risulta quindi con rappresentatività limitata. Un fattore positivo può essere quello secondo cui di solito sono i pensionati a gradire di più le trasmissioni della SSR, mentre oltre il 60% di chi è stato chiamato a rispondere alle domande si è detto soddisfatto o moderatamente soddisfatto di esse, “tanto è vero che ci si accusa di non riuscire ad agganciare i giovani”.

Trasmissioni che però, in caso di sì, rischierebbero di non più esserci.


Pubblicato il 06.12.2017 14:35

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