Gioventù bruciata? Ci si interroga dopo la chiusura del Vanilla, "senza alcool, sostanze stupefacenti, z-----e e risse non sanno più divertirsi. Ma presto lo faranno nelle stazioni"
Sui social la notizia ha animato dibattiti. Qualcuno si chiede come mai all'interno del locale ci fossero minorenni, e le porte di sicurezza erano chiuse, ma la maggior parte incolpa i giovanissimi, "il divertimento è tutta un'altra cosa". Non manca un tocco di razzismo
Locarnese
LOCARNO – La chiusura della storica discoteca Vanilla, annunciata dal proprietari, e le parole dure (“i giovani non sanno più divertirsi senza un secondo fine”) hanno riacceso la discussione sul mondo della notte. Secondo la famiglia che da anni gestisce il locale, qualcosa che non va c’è.

Abbiamo tastato il polso del popolo della rete. In diversi hanno fatto notare come persone ubriache e desiderose di scatenarsi in modi non proprio ortodossi esistono ovunque, dalle manifestazioni carnascialesche a quelle sportive, e che dunque il problema non è la discoteca in sé. Altri hanno sottolineato che se c’erano, come è stato accertato, dei minorenni, qualcosa non va: “il proprietario dovrebbe avere persone più serie ai controlli, che non permettano agli under 18 di entrare e vender loro alcool, così come lasciar bere maggiorenni già ubriachi”. Il dito appunto è puntato anche sulla sicurezza, anche se qualcuno sottolinea che ormai si lavora solo per pagare securini, dj e personale.

Un utente chiede di vietare l’alcol, causa di molte risse e molti avvenimenti: un proponimento effettivamente difficile da realizzare.

Ci si interroga anche sui genitori: come è possibile che dei minorenni siano ancora in discoteca alle 2.30? E qualcuno amaramente dice che “c’è troppa libertà ai giovani, si vede una mancanza di valori e di rispetto, magari è anche colpa nostra”.

Ma molti incolpano i giovani in generale. “Se sapessero divertirsi senza mettersi le mani addosso o girare armati ogni 2x3, e agire in modo responsabile, i locali non chiuderebbero”, constata qualcuno. Per quanto concerne i coltelli, si parla di troppa permissività, “solo da noi dopo 10 minuti di domande torni a casa, in altri posti ti mettono dentro”.

“Ormai usano le discoteche come punto per prendere qualcuno, non vanno più per divertirsi e ballare e fare i c------i. E ci perdono anche gli altri”, scrive un utente. “Per colpa di qualche s-----o si chidue tutto, in realtà si spostano solo altrove a far casino”. Questa è un’opinione diffusa: la colpa non è dei locali bensì di chi li sfrutta per fare altro, e dunque queste persone andrebbero in altri posti oltre al Vanilla, “quindi li chiudiamo tutti? Già il Ticino è morto…”.  “Io penso che la gente vada educata meglio, che la sicurezza vada aumentata sia all'ingresso che all'interno, che bisogna in sostanza lasciar divertire chi ne ha voglia e lasciar fuori la feccia...”, osserva qualcun altro.

“Quando arriva la massa arriva anche la massa di cretini, se organizzi un evento dovresti essere pronto a qualsiasi scenario... Cosa credete che queste persone spariscano dalla circolazione? Avanti con questo pensiero non ci saranno più feste e ci ritroveremo i giovani in stazione a ubriacarsi e fare le stesse cose... i cretini ci son sempre stati... aumentare la sicurezza (non solo con i gorilla inutili) e le sanzioni!!”, si domanda un utente, a cui si accodano altri: "non sono i locali che andrebbero chiusi, sono le persone che andrebbero educate meglio e sono le persone che dovrebbero imparare a divertirsi, perché se non ci sono alcool, sostanze stupefacenti, teste di c---o e z-----e in giro i giovani non sono in grado di concepire il divertimento, disgustoso”, “le pecore nere ci sono sempre state ma al giorno d'oggi son cresciuti in un mix di bambagia e tecnologia che gli ha fatto fondere il cervello e vanno in giro a fare i bulletti o delinquenti!!!”, o ancora “il problema è che gli sbarbatelli di oggi non sanno cosa vuol dire parola divertimento ! Per loro il divertimento è picchiare, fare del male alla gente, assumere droghe, rubare e tante altre cose!!! Dunque questa è la conseguenza . Il divertimento è tutta un’altra cosa , quello che oggi non sono capace a fare”. Delle persone devono chiudere/trasformare la propria attività a causa degli animali che la frequentano... Il problema non sono i locali ma le bestie che ne usufruisce... Il problema sono i ticinesi... Anche il locale peggiore se frequentato da gente normale non creerebbe problemi”.

Per molti, il problema di fatto non sussiste: chiude un locale e ne aprirà un altro. Qualcuno loda i proprietari, “tanto di cappello per la decisione coraggiosa, chissà che non sia un segnale su come ci si comporta, e non solo lì”.

A proposito di giovani, qualcuno si interroga sul fatto che la presenza di minorenni (comunque vietata) e di giovanissimi sia la causa, sostenendo che in locali dove vi sono persone leggermente più grandi tutto ciò accade molto meno. “Oltretutto, a far casino sono sempre gli stessi, e lo sanno”.

Ma gli interrogativi restano: come mai, appunto, c’erano i minorenni? Perché le porte di sicurezza erano chiuse, quando si è iniziato a lanciare spray al pepe?

Poi qualcuno la butta sul razzismo, Siamo sinceri guardiamo in faccia la realtà: quante volte in questi di fatti di cronaca troppe stragi accoltellamenti ci sono ragazzi ticinesi che partecipano o sono loro stesso gli aggressori?!? Abbiamo raggiunto il punto di non ritorno ormai. E intanto chiudono la discoteca più bella del Ticino”. E via risposte al veleno di chi non è ticinese, “ma se il problema sono gli slavi,albanesi, kossovari,sudamericani, aggiungo gli italiani visto che li mettete in mezzo sempre: buttateci fuori così avrete lavoro e non avrete casino per le discoteche. Ah dimenticavo non avreste nemmeno neanche 2/3 della popolazione svezzera”. Insomma, il discorso si sposta, finchè qualcuno torna al punto di partenza: “i giovani non hanno modo di sfogarsi”.

Mentre qualcuno più attempato ricorda le risse degli anni ’90 in altri locali, “quello sì che era degrado”, “i problemi c’erano anche lì”.

Qualche mosca bianca esulta perché non ama le discoteche, ed esalta un bar dove fare due chiacchiere senza “dover urlare per farsi sentire oltre la musica”.

Duque, riassumendo, si punta il dito sui giovani. Che fare? L’eterna questione…


Pubblicato il 07.12.2017 20:38

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