Ex candidato di Lega Sud vuole far licenziare 30mila frontalieri. "In Ticino sono troppi, date lavoro ai nostri"
Kurt Cattani, che era sulla lista per il Gran Consiglio nel 2015, oggi non fa parte di un movimento politico ma invita i politici a prendere a cuore la sua idea: "i lavori in fabbrica o in settori dove non servono qualifiche e esperienza devono andare ai ticinesi. I rimpiazzi possono avvenire gradualmente"
Politica
BELLINZONA – Qualcuno si ricorderà di Kurt Cattani: si era candidato, senza molto successo, per il Gran Consiglio con Lega Sud nel 2015, movimento che poi lasciò a causa di diverbi col fondatore Luciano Milan Danti.

Oggi Cattani, che era sparito dalla scena politica e che dice di non appartenere a un gruppo politico, sembra aver decisamente cambiato idee e ideali. Non propugna più l’unione fra Ticino, considerato Italia, e l’Italia stessa, ma anzi, si lancia per una sostituzione di lavoratori… al contrario. Ovvero, se di solito si parla sempre di sostituzione di manodopera frontaliera ai danni degli indigeni, Cattani ha creato una pagina Facebook che vorrebbe portare al licenziamento di 30mila frontalieri per sostituirli con i ticinesi.

La pagina si chiama, appunto, “Un lavoro per i ticinesi, togliamo 30mila posti ai frontalieri”, è stata creata solo oggi e infatti conta solo una ventina di persone, ma Cattani desidera che cresca.

L’immagine di copertina è quella di un gruppo di gladiatori, l’idea è “andare davanti a Palazzo delle Orsoline per avere un lavoro che ci spetta”. Insomma, idee diverse da quelle di Lega Sud, decisamente più orientate verso, azzardiamo, Lega o UDC.

Lo abbiamo contattato per capire che cosa vuol fare concretamente. “L'idea è di togliere 30'000 posti ai frontalieri per reintegrare i nostri ticinesi o domiciliati in Ticino. Potrebbero essere anche rimpiazzati gradualmente anche solo partendo da 500 unità per volta, o 1'000 o 5000 posti per poi tornare al normale contingente dei frontalieri”, ci spiega.

“Il Ticino sta risentendo del cosiddetto dumping salariale, ogni giorno un ticinese o più di uno perde il postosostituito da un frontaliere, questo non è più accettabile! Piano piano con un gruppo di persone serie e motivate bisognerà attuare un programma per far si che il Ticino non diventi sinonimo di disoccupazione, assistenza, precariato lavorativo, e buste paghe non all'altezza di una vita dignitosa”.

A suo avviso, “i lavori in fabbrica o in determinati settori dove l'operaio o l'addetto a una determinata mansione non ha bisogno grandi qualifiche o enorme esperienza devono essere lasciati senza indugio a personale indigeno, o comunque domiciliato, che paga vitto e alloggio nel nostro Cantone”.

Cattani fa suo lo slogan secondo cui “il lavoro dev'essere un diritto di tutti. 60'000 frontalieri sono troppi per una realtà come la nostra”.

“L 'iniziativa è rivolta a tutte le persone, sperando che anche qualche politico possa veramente prenderla a cuore”, lancia l’appello.


Pubblicato il 09.01.2018 18:00

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