Tre generazioni che progettano un Tamaro per tutti, a tutte le ore, in tutte le stagioni. Il sogno della famiglia Cattaneo per dare una spinta in più al turismo
Il progetto della funivia che collegherebbe l'Alpe Foppa al Motto Rotondo ora è nella fase di proposta di modifica al Piano direttore. Con sentieri escursionistici da fare a piedi, in mountain bike e in ebike si collegherebbero i due laghi e addirittura il nostro Cantone al Luinese. E chi vuole pernottare...
Luganese
BELLINZONA – Un nuovo orizzonte per il Monte Tamaro, anche se i tempi di inizio dei lavori sono lunghi, si parla di quattro-cinque anni, la metà a essere ottimisti. Rocco Cattaneo ha pensato a una funivia, con due cabine, una per direzione, che porterebbe una quarantina di persone per volta dall’Alpe Foppa al Motto Rotondo.

Interpellato da la Regione, Cattaneo parla di un progetto “familiare”, ovvero già pensato dal padre e ora ripreso in mano dal nipote ingegnere meccanico. Un investimento, per la funivia, un sentiero panoramico e un ristorante in vetta, da 15 milioni di franchi, che permetterebbe di avere un nuovo respiro turistico per la zona del Tamaro ma non solo. Infatti, oltre ad esso, sarebbe valorizzata la dorsale del Monte Lema, estendendo i benefici al Malcantone e al Gambarogno.

I due laghi sarebbero collegati da una serie di percorsi escursionistici, che unirebbe addirittura il Ticino al Luinese, col Tamaro a svettare su tutto. Si potrebbero percorrere a piedi, in mountain bike o in ebike, eliminando l’ostacolo che attualmente è rappresentato dal dislivello fra l’Alpe Foppa e il Motto Rotondo, appunto, che sarebbero collegati dalla funivia. Niente piste da sci, spiega Cattaneo, ma un’offerta turistica pronta a soddisfare tutti, dalla mattina alla sera, con proposte diverse e col tempo anche con un albergo (di cui si sta occupando sua sorella, per rimanere in famiglia). Una nuova visione del Tamaro, insomma, per tutti, per tutte le ore e per tutte le stagioni.

Il progetto piace a Ticino Turismo, a Lugano Turismo e a Locarno Turismo, e per gli investimenti non si esclude che possa arrivare qualcosa a livello di soldi pubblici. Sennò, si potrebbe allargare l’azionariato oppure trovare un appoggio bancario. Importante è realizzare qualcosa che sarebbe innovativo per tutto il Cantone.

Ora è in corso lo studio di fattibilità, e dopo lo studio di fattibilità, si sta passando alla proposta di modifica del Piano direttore. Se tutto andrà bene, poi si arriverà a quella del Piano regolatore. I documenti messi a disposizione mostreranno come la struttura sarà pienamente compatibile con gli obiettivi turistici del Cantone, senza presentare contrasti col territorio in cui si inserirà.

Ci sono possibili impatti sul territorio che andranno verificati, ma è evidente come l’idea della famiglia Cattaneo è un’occasione d’oro per tutta la regione. Ci vorrà tempo, ci vorranno soldi, però il sogno è lì, a portata di mano: un Tamaro per tutti, un Ticino per tutti.


Pubblicato il 19.01.2018 15:10

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