Gli infiniti giri di Argo: dal doppio ruolo di Galliani all'appuntamento di Beltraminelli. Rainbow, "il DSS non ci ha mai chiesto di rivedere le tariffe"
Per la prima volta ha preso posizione la ditta sostituita da Argo: "le cifre diverse applicate a Cantone e Croce Rossa? Sono diversi anche i servizi, il prezzo viene determinato da più fattori". Il legale del Governo difende anche il poliziotto accusato con Sansonetti di violenza su un giovane rifugiato
Politica
BELLINZONA – Gli infiniti giri del caso Argo 1. Ora a finire nel mirino della critica è l’avvocato Maria Galliani, legale che rappresenta il Governo quale accusatore privato nella vertenza. La donna infatti è anche l’avvocato di uno dei due poliziotti accusato, assieme a Marco Sansonetti di Argo 1, di violenza su un giovane rifugiato.

Insomma, il caso partì anche da lì. Giri immensi che ritornano,  come cantava qualcuno. Ma per Galliani non c’è nessun conflitto di interessi nel rappresentare anche il Consiglio di Stato, e ha detto alla RSI di aver riflettuto a lungo prima di accettare l’incarico. Qualcuno ricorda come anni fa la stessa era l'avvocato difensore di Flavio Bomio e contemporaneamente la presidente della commissione cantonale per la difesa delle vittime su minori.

Nel frattempo uno degli attori, se così si può dire, secondari di tutta la vicenda ha preso posizione. Si tratta della Rainbow, l’agenzia che operava prima che il mandato diretto per la sicurezza dei centri venisse affidato, nelle modalità ormai note, ad Argo 1. Essa “attualmente per il Cantone nel centro a Camorino da oramai un anno e su mandato diretto, per stessa ammissione del DSS, ci sembra ricordare applichi una tariffa di franchi 52.80 l'ora per agente", ma nega di “essersi mai prestata a un balletto di offerte e controfferte e a un tiramolla nelle trattative: il DSS non ha mai chiesto alla ditta di rivedere o adattare le proprie tariffe, questo nemmeno quando il DSS ha ricevuto l'offerta di Argo 1".

L’agenzia non vuole in nessun modo essere strumentalizzata o coinvolta nel caso Argo. Sinora non aveva mai diramato nessuna nota, ed ora lo ha fatto a seguito delle cifre pubblicate dal Caffè di domenica, dove si affermava che per il Cantone veniva praticato un prezzo molto più alto che per la Croce Rossa. Si tratta di un confronto troppo semplicistico e fuorviante. Iniziamo con il dire che in qualsiasi ambito spetta all'azienda che fornisce la prestazione determinare i costi. Ogni committente è poi libero di operare le sue scelte. Nel nostro caso le tariffe sono principalmente legate al tipo di attività e alle mansioni ivi correlate, nonché al tipo di contratto e durata. A determinare la tariffa concorrono quindi molteplici fattori". Le cifre in ogni caso sono già state rivelate dal responsabile dell’USSI alla Sottocommissione, per cui di fatto non c’è nulla di nuovo.

Martedì prossimo nel frattempo Paolo Beltraminelli sarà sentito dalla Commissione Parlamentare d’Inchiesta, e la sua sarà chiaramente un’audizione chiave.


Pubblicato il 13.02.2018 09:30

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