"Noi LGTB, una minoranza a cui fa bene essere appoggiati dalla maggioranza. Morisoli ha espresso il suo timore verso qualcosa che non rientra nei suoi schemi"
Il presidente del Pride 2018 - Lugano commenta l'approvazione della mozione di Delcò Petralli, "è un aspetto simbolico ma il diverso trattamento offende lo spirito di apertura, inclusione e rispetto del popolo svizzero" e quel che ha detto Morisoli, "non voleva offendere le donne e non è omofobo. Mi auguro si ricreda"
Cronaca
BELLINZONA – In questa lunga sessione di Gran Consiglio, terminata ieri in notturna col sì alla preferenza indigena nel pubblico e nel parapubblico, ha fatto discutere l’altro giorno un intervento di Michele Morisoli de La Destra in merito alle unioni civili. Si discuteva la mozione, poi approvata, di Michela Delcò Petralli, che chiedeva che i sindaci possano celebrare anche le unioni civili e non solo i matrimoni civili. Ha vinto il sì, ma il deputato ha fatto parlare dicendosi nettamente convinto che matrimonio e unioni civili siano qualcosa da differenziare, e che parificarle sarebbe quasi un “abbassamento” del primo, la cui funzione primaria è la riproduzione.

Della mozione approvata e delle parole di Michele Morisoli abbiamo parlato con Mattia Modini, presidente del Pride 2018 – Lugano.

Siete soddisfatti di quanto uscito dal voto del Gran Consiglio? Che cosa vi porta esattamente questo voto, in termini di uguaglianza?
“Il fatto che il Gran Consiglio ticinese abbia accolto la mozione di Michela Delcò Petralli per la celebrazione delle unioni domestiche registrate da parte di sindaci e vicesindaci ci fa ovviamente molto piacere. Anche se si tratta di un aspetto prettamente simbolico, il diverso trattamento riservato alle coppie dello stesso sesso su questo punto rappresenta una piccola discriminazione che offende lo spirito di apertura, inclusione e rispetto dimostrato dal Popolo svizzero con l’approvazione delle unioni domestiche registrate nel lontano 2005. Spiace invece che chi, pur legittimamente, esprimeva riserve su questa mozione abbia voluto attribuire ai suoi numerosi sostenitori dei secondi fini che in questo specifico caso non avevano. Come promuovere le adozioni alle coppie omosessuali, intento peraltro del tutto legittimo. La parola, ora, è al Consiglio di Stato prima e al Consiglio federale poi. Ci auguriamo che quest’ultimo confermi la volontà del nostro Paese di superare le discriminazioni”.

I Verdi vi appoggiano e cercano di lottare contro le discriminazioni, vi ha fatto piacere che quasi tutti i partiti, negli interventi, si sono detti d'accordo oppure fa male pensare che debba ancora essere messo in chiaro?
“L’iniziativa dei Verdi e il sostegno convinto che essa ha ricevuto da parte della maggioranza del Gran Consiglio non possono che rallegrarci. Quando si è una minoranza, come lo sono le persone LGBT, si è purtroppo abituati a dover ciclicamente rivendicare e ribadire i propri diritti, primo fra tutti quello all’uguaglianza. Fa sentire bene se la maggioranza ti supporta in questo. Da svizzeri di lingua italiana dovremmo saperne tutti qualcosa”.

Morisoli de La Destra per contro ha detto che unioni civili e matrimonio sono due cose diverse e devono restarlo. Cosa ne pensate? Come vi sentite leggendo queste frasi?
“È una sua opinione, ne prendiamo atto. Al momento il matrimonio e l’unione domestica registrata sono in effetti due cose ben diverse. A nostro avviso, nel rispetto della dignità delle persone, non dovrebbe essere così. L’unione di un uomo e una donna che intendono sposarsi e, se lo desiderano, avere dei figli non ne risentirebbe in nessun modo. La società tutta, invece, ne guadagnerebbe perché riconoscerebbe finalmente un diritto pieno all’uguaglianza per le persone omosessuali e bisessuali”.

Ha affermato che lo scopo primo del matrimonio (e della vita di una donna) è la procreazione, come ribattete?
“Spero e credo che il signor Morisoli non volesse offendere le donne. Avrebbe del resto offeso anche gli uomini. Il matrimonio civile non contempla la procreazione come uno scopo, tantomeno come il primo. Impone piuttosto ai coniugi l’obbligo, più che doveroso, di occuparsi della prole. Ovviamente se c’è. Concepita naturalmente, grazie a tecniche di fecondazione assistita o adottata che sia”.

Ritenete in generale omofobe le sue dichiarazioni (ha comunque detto di ritenere legittime altre forme di convivenza, sebbene, appunto diverse dal matrimonio)?
“No. Credo che, palesando la propria personale visione del matrimonio, abbia piuttosto rivelato un timore nei confronti di quello che non rientra nei suoi schemi. Ci auguriamo che il Pride 2018 - Lugano possa essere un’ulteriore occasione per tutti per confrontarsi, nel rispetto di ciascuno”.

Paola Bernasconi


Pubblicato il 22.02.2018 16:00

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