Ai domiciliari il numero uno del consorzio Condotte Cossi. Ricordate? L'appalto gli era stato assegnato mentre in Italia si ritirava il certificato anti-mafia. Regazzi chiese informazioni...
Duccio Astaldi è indagato per presunte tangenti sulla Siracusa-Gela ed è ora ai domiciliari. L'azienda ne aveva acquisita un'altra con sede a Bellinzona, ed aveva avuto diversi lavori nelle nostre zone: lavorando con metodi poco coretti? Ma da Berna avevano detto che non c'erano le condizioni per escluderla
Estero
MESSINA – In due anni, dalla gloria alle manette, dall’assistere a un risultato della sua azienda (ma non solo) gongolando alla polvere dell’arresto. Questa è la storia, forse ordinaria, del l’ingegner Duccio Astaldi, numero uno del consorzio Condotte Cossi.

Due anni fa si trovava a Sigirino, a festeggiare il crollo dell’ultimo diaframma della canna ovest della galleria di base del Ceneri. Ora è indagato insieme ad altri connazionali in una inchiesta su una presunta tangente per tre lotti dell'autostrada Siracusa-Gela, e si trova ai domiciliari.

Astaldi, ma in particolare la ditta per cui lavora, la Condotte-Cossi, era stata oggetto di un’interrogazione di Fabio Regazzi  “Nel 2008 ha acquisito il 75 per cento di Cossi costituendo il Consorzio Cossi-Condotte. Nel 2010 lo stesso ha acquisito la LGV SA, con sede a Bellinzona, ed ha quindi di fatto messo piede anche in Svizzera dove vince diversi appalti”, scriveva: non cosette da poco, ma lo scavo della Galleria di base del Ceneri per 1 miliardo e 71 milioni di franchi quello tunnel dell'Albula II, per 255 milioni di franchi;. l'appalto per Armasuisse sul Ceneri per 10 milioni circa”.

Regazzi se ne preoccupava poiché “nel 2008, in piena gara di appalto Alptransit, a Condotte viene ritirato in Italia il certificato antimafia e qualche anno dopo in Calabria 5 manager della Condotte sono arrestati con l'accusa di associazione mafiosa per la caduta di un tunnel stradale in fase di esecuzione sulla Salerno-Reggio Calabria: all'origine un patto con la mafia calabrese. Condotte è pure citata in un altro scandalo di grandi opere a Venezia, ed è tuttora sotto processo. Il presidente del Consorzio risulta poi indagato per turbativa d'asta nell'ambito di un appalto da 68 milioni di euro che secondo l'accusa fu truccato per favorire la società. Questo elenco parziale degli scandali riconducibili a Cossi-Condotte ripropone il grave tema delle infiltrazioni mafiose”.

Non è difficile, dunque, per alcune aziende che hanno prezzi molto bassi, poiché risparmiano su personale, materiale e subappalti, in modo non legalissimo, aggiudicarsi alcuni appalti anche ambiti.

“Le inchieste penali sono state avviate solo nei confronti della società Cossi-Condotti e che in tale contesto la LGV Impresa Costruzioni SA non è stata menzionata. Inoltre si tratta esclusivamente di vicende avvenute in Italia. In merito a questa questione, l'Italia non ha presentato alla Svizzera alcuna domanda di assistenza giudiziaria”, rispondeva il Consiglio Federale, sottolineando come, per applicare delle restrizioni, serve che “l'offerente, un terzo coinvolto o i rispettivi organi sono oggetto di una condanna passata in giudicato per un delitto ai danni del committente o per un crimine o se hanno violato le disposizioni sulla lotta contro la corruzione”: in quel caso, il processo era in corso.

Ora, Astaldi è ai domiciliari, e l’accusa non è di quelle leggere. Quante ditte “oneste” (si parla tra virgolette perché si devono sempre attendere notizie giudiziarie certe) sono state danneggiate? E pensare che il fatto che i tentacoli della mafia si stanno avvicinando, avviluppandosi al mercato, alla Svizzera e al Ticino, lo si dice da un po’. Ai tempi., intervistammo Nicola Gratteri, che lo aveva spiegato bene. I segnali, da lì, ci sono stati, eccome.


Pubblicato il 14.03.2018 13:41

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