Sono moralista? No, siete voi maleducati... Voglio qualcosa e me lo prendo, in barba a regole e tempi di attesa: ecco cosa resterà, purtroppo, di Apolide
A mezzanotte e un minuto i gonfiabili sarebbero a disposizione di tutti, ma molti ne stanno facendo scempio, incuranti di foto, riprese e norme. Parliamo ancora dei fenicotteri? Sì, perché sono un simbolo: le piccole cose costruiscono quelle grandi, ma se non ci sono nemmeno quelle. È questa la nostra società?
Locarnese
LOCARNO – La maleducazione regna sovrana. Capisco che si è quasi stufi di sentir parlare dei gonfiabili, capisco chi sbuffa, però insomma… Se la società di oggi è quella, non ne esce bene. Altro che allegra e positiva!

Certo, portarsi a casa un salvagente non cambia il mondo, anzi lo si può usare in piscina quest’estate. Però è il modo.

Piove, eppure la gente non si fa fermare. Che abbia capito che da oggi si possono prendere? Cerchiamo di crederci, magari.

Piove, appunto, e tanti arrivano in Piazza Grande, senza nemmeno nascondersi troppo, pur sapendo che i media sono attenti e in molti scattano foto. Prendono il gonfiabile che preferiscono, senza fretta, quasi si fosse al mercato, convinti di rimanere impuniti.

A casa, cosa se ne faranno di quel salvagente? Sarà un ricordo di Apolide, dell’allegria colorata che Oppy ha portato, mettendo Locarno al centro del mondo? Oppure un trofeo per dire “guardate come sono bravo, l’ho rubato, quando poche ore dopo potevo portarlo a casa?”.

Spesso si parla di quel che non va ai piani alti della società, si accusa la scuola, si accusano le famiglie, si dibatte. Ecco, che cosa non va. Non è questione di governare, di aiutare la gente a trovar lavoro, di far le scelte giuste per permettere a tutti di arrivare a fine mese, però le piccole cose contano e costruiscono quelle grandi. Se non si riesce nemmeno ad aver rispetto di un’opera e della dicitura “sono vostri da mezzanotte e un minuto”, come si fa ad averlo per il resto?

E non c’entra che sia un’opera d’arte, che piaccia o meno. Vedo una cosa che mi piace e me la porto a casa? Per molti, è così. Sia un gonfiabile, sia una persona, sia un rapporto. La maleducazione e l’arroganza regnano sovrane. Ci si è abituati a questo modo, a far vedere di essere i più forti, di essere pronti a infrangere qualsiasi legge per avere ciò che si vuole.

Non me ne voglia Oppy De Bernardo, ma quando qualcuno mi chiederà che cosa mi è rimasto della sua opera, dirò la maleducazione della gente. Certo, ripeto, sono solo salvagenti. Però sono un simbolo. Mi piace e lo prendo, punto e basta.

Il mondo ha problemi più grossi, però sarebbe bello che chi sta facendo razzia, chi si diverte a saltare per sgonfiarli, venga identificato e punito, anche con una misura simbolica. Affinchè Apolide insegni qualcosa. Che i genitori che vedono i salvagenti a casa dei loro figli, li sappiano sgridare. Ma il più delle volte, forse, sono stati complici. Tanto, perché dire di no? Accontentiamoli! Certo, a volte di fronte a un giocattolo costoso si è costretti a dire “no, non te lo compro, non posso”, e vedere la faccia triste dei bambini è una pugnalata, perché si vorrebbe poter offrire loro il mondo. Quindi, di fronte a un fenicottero, non si devono spendere soldi che non si hanno. Però sarebbe stato un no ancor più importante: dare una delusione per insegnare il rispetto.

Un no per dire “li potrai avere, ma quando lo ha deciso Oppy”. In fondo, si vuole tutto e subito (per l’amore del Cielo, mi ci metto anch’io, non sono perfetta), e non si sa aspettare. Basta allungare una mano e tutto deve essere lì. Siano i salvagenti, siano le persone, siano i soldi, siano i rapporti. Senza costruire, senza mattoni.

Sono moralista? Può essere, sicuramente. Eppure quando ci si interroga sui mali del mondo, da dove parte tutto quel che c’è che non riusciamo a mandar giù, ci possiamo rispondere che inizia tutto da quelle piccole cose. Scempio di fenicotteri, sfoggio di maleducazione. Peccato. 

Paola Bernasconi


Pubblicato il 10.04.2018 14:06

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