La strada verso la lista 2019, e quel macigno chiamato Argo. Dadò, "ricandidare Beltraminelli? Qualcuno ha chiesto un ricambio, decideranno gli organi del partito. E pure io..."
"Fra noi c'è stata qualche divergenza sul fatto di non aver voluto aprire immediatamente e con decisione un'inchiesta amministrativa", spiega Fiorenzo Dadò. "Il PPD negli anni si è profilato su alcuni temi, sapevo che alla prima occasione sarebbero arrivati gli attacchi, cattivi e violentissimi"
Politica
BELLINZONA – Il caso Argo è stato un terremoto all’interno del PPD. Fiorenzo Dadò, presidente, si è trovato suo malgrado coinvolto direttamente per le vicende (sempre conclusasi positivamente) che hanno toccato la sua compagna, ma non solo questo: non è gli è piaciuta la gestione del suo Consigliere di Stato, ed esso è addirittura messo in discussione internamente.

Non sono novità, i sussurri si sono susseguiti sin da quando è scoppiato il caso. Dadò lo conferma, col suo solito modo schietto, nel corso di un’ampia intervista al Corriere del Ticino.

“Negli anni scorsi ho affrontato battaglie difficili e scomode e anche il PPD stava iniziando a profilarsi su diversi temi. Questo ha infastidito, perciò eravamo consapevoli che alla prima occasione gli attacchi sarebbero stati cattivi e violentissimi. Prima di accettare l’incarico ho riflettuto anche su questa triste eventualità ma alla fine mi hanno convinto i numerosi amici. Il ruolo di presidente è accattivante, anche se confesso che ho fatto fatica ad assumere la funzione di parafulmine per cose che non dipendono da me”, ha detto in merito al suo ruolo.

Parafulmine, ovviamente, per il caso Argo. Che ha messo fortemente sulla graticola Beltraminelli, anche Dadò afferma che “non nego che qualche divergenza c’è stata sul come ha gestito la questione Argo 1, in particolare per il fatto che non ha voluto aprire immediatamente e con decisione un’inchiesta amministrativa, sbaragliando così il campo dalle polemiche e dalle illazioni, permettendo subito di capire cosa fosse successo e chi erano i responsabili”.

Ma sarà ricandidato? Il Ministro ha sempre detto di essere pronto a scendere ancora in campo, il presidente frena. "Sulla candidatura di Beltraminelli non è un mistero che all’interno del partito c’è chi ha sollecitato un ricambio. Non nego l’evidenza e ne abbiamo parlato anche con lui. Una volta che la Commissione cerca avrà presentato una lista di nomi, magari anche più del numero canonico, starà poi agli organi del Partito, la Direttiva e infine il Comitato cantonale, dire che tipo di lista vogliono. Non dico nulla di strano se affermo che a decidere in via definitiva sono gli organi democraticamente nominati dalla base del Partito. Paolo verrà sentito come altri dalla commissione cerca ed esprimerà a loro l’intenzione o meno di sollecitare un nuovo mandato”.


Pubblicato il 13.04.2018 12:45

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