Nadia aveva prestato 15mila franchi a Egli e 15mila alla sorella. La visita pomeridiana che le è costata la vita, "avevo con me il buono per due biglietti del Coldplay"
Prosegue il processo al cognato della maestra, che aveva anche installato delle microcamere nella sua doccia: per spiare Nadia? Lui nega. E la bottiglia usata per farla tacere era nel suo zaino da alcuni giorni, svela come mai. Sulle malversazioni e la truffa, si definisce ingenuo, ma il denaro era un problema
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STABIO – “Volevo farla stare zitta”. Michele Egli è fermo sulla sua posizione: non voleva uccidere la cognata Nadia Arcudi.

Però sono parecchie le cose che non tornano e che ieri gli sono state fatte ricostruire. Prima di tutto, il delitto stesso, i vari passaggi, che l’uomo ha raccontato, dapprima con lucidità poi man mano con più confusione, davanti alle numerosissime persone venute a sentire, come per sentirsi ancora una volta a fianco della maestra. Era in programma una cena in famiglia, oltre confine, quella sera, ma lui volle vedere Nadia nel pomeriggio. La scusa era quella di un buono per due biglietti dei Coldplay, i biglietti che non aveva trovato online ma che avrebbero acquistato sul posto. Un alibi per qualcosa di premeditato? Parrebbe di no.

Egli voleva passare del tempo con lei, che ha detto di amare come una sorella. Non voleva parlare, ancora una volta, della casa, motivo di tensione fra le due famiglie. La madre di Nadia (e della moglie di Egli, che ha recentemente chiesto il divorzio) voleva metterla in vendita, e la maestra voleva viverci col compagno. Che a quanto pare non piaceva molto alla madre, la quale preferiva lasciare la casa alla famiglia di Egli. Lui faceva da mediatore, decido a non litigare. Ma una perizia sulla vendita non convinceva nessuno e Nadia avrebbe ricominciato a parlarne, quel maledetto giorno. “Ho pensato che volevo farla smettere di gridare, ho cercato qualcosa con cui colpirla e ho preso la bottiglia. Lei poi è caduta, io pensavo solo che dovevo farla smettere di urlare e istintivamente ho preso la mia sciarpa e ho fatto due giri attorno alla sua bocca. Però non ho mai pensato ‘’adesso la strangolo”, spiega. La bottiglia era nel suo zaino da un paio di giorni, Egli ha ammesso di volerla usare per autoerotismo.

Verso l’auto l’ha trascinata per le caviglie, avvolgendola in due sacchi dei rifiuti: probabilmente non era morta strangolata dalla sciarpa, i sacchetti diedero il colpo di grazie.

Poi, il trasporto a Rodero, i messaggi, e la cena in famiglia. “Non avevo appetito, mi sono anche fermato per vomitare”.

Questa mattina in aula si parla dei furti alla SUPSI. Quello dei soldi erano un problema per la famiglia. Ha ammesso infatti che non si guadagnava a sufficienza per il tenore di vita che tenevano. Nadia stessa gli aveva prestato 15mila franchi, e la stessa cifra l’aveva data alla sorella. Oltretutto, dopo averla uccisa, Egli ha preso i soldi che erano nel portamonete della vittima.

Già, i soldi.. E quelli sottratti sul posto di lavoro? Le malversazione, dice, sarebbero cominciate nel 2005. Dato che gestiva lui la cassa, era facile prendere contanti. Ne ha versati a persone conosciute online, “sono ingenuo”, sostiene, così come racconta della truffa, la raccolta fondi: "Non ho cercato di fregare nessuno, ho inviato più soldi di quelli che ho ricevuto. Non ho versato tutto l'importo subito, lo facevo man mano".

È emerso pure che l’uomo aveva installato delle microcamere nel bagno di casa sua, lui spiega che servivano per filmarsi sotto la doccia, qualcuno pensa per riprendere la cognata, che a volte usava quel bagno. Insomma, emerge un rapporto in fondo morboso, da parte di lui. “Non sapevo avesse un compagno, l’ho scoperto quando a un certo punto a un evento si sono presi per mano. Ma non ero geloso, prima o poi sarebbe successo”. Frasi sibilline, non ha negato che se avesse conosciuto prima Nadia della moglie, si sarebbe potuto innamorare di lei, anche se poi non avrebbe scambiato le due donne. Una l’ha uccisa, l’altra ha chiesto il divorzio. Egli in quel pomeriggio ha distrutto una famiglia.


Pubblicato il 16.05.2018 11:30

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