Code, incidenti e quei cantieri infiniti. Galeazzi si chiede, "ma non sarebbe possibile dilazionare i lavori?"
Il deputato dell'UDC pone l'attenzione su un problema che attanaglia tutti i ticinesi. "Viaggi da incubo, da Airolo a Chiasso c'è un cantiere che parta all'uscita del portale Sud e termina a Biasca, poi dopo Bellinzona le carreggiate si restringono, da Lugano in poi... Devono essere per forza tutti insieme e così lunghi?"
Cronaca
BELLINZONA – Percorrere il Ticino in auto a volte è un esercizio che riempie di stress: code, colonne, incidenti, traffico, ore in attesa di arrivare finalmente a casa dopo il lavoro. In molti non ne possono più, l’ultimo weekend poi è stato da incubo dopo la chiusura del San Bernardino.

Anche Tiziano Galeazzi, deputato democentrista, si china su un tema sensibile per tutti. “Oramai le recenti cronache non lasciano dubbi sul caos autostradale in Ticino. Incidenti a raffica, alcune volte anche mortali, causati spesso da errori umani come le entrate in contromano in autostrada o l’alta velocità, ma forse complice in alcune situazioni anche la segnaletica poco compresa dagli utenti sia a causa di cantieri, che alla velocità alternata o ad altri fattori determinanti. Insomma oggi come oggi non si può dire che la mobilità autostradale e urbana siano scorrevoli e prive di disagi”, scrive, argomentazioni che qualunque ticinese che percorre le strade ha ben chiare.

Ma oltre al congestionamento, ci sono anche i lavori che causano problemi. “Oggi come oggi, scendendo dalla galleria del San Gottardo, da Airolo in direzione Chiasso, ci troviamo con un cantiere che parte dall’uscita del portale Sud e termina a Biasca. Ci si ritrova stretti tra barriere sparti traffico a destra e sinistra, dove i limiti di velocità variano tra gli 80 km/h ai 100, 120 per tornare agli 80 km/h.
Passata Bellinzona, le restrizioni di careggiata con limiti "ballerini" sono su tutto il percorso del Ceneri, laddove qualche giorno fa si è consumato un incidente mortale. A meno di 24 ore dal dramma, se ne è sfiorato un altro. Le colonne che sistematicamente si formano  giornalmente da Lugano Nord alla galleria di San NIcolao (zona Bissone-Maroggia), per poi entrare nel perenne e martoriato cantiere di Mendrisio, dove probabilmente sono trascorsi quindici anni dall'inizio dei lavori pianificati, sono un incubo per tutti coloro che rientrano alla sera e percorrono il tratto verso sud. In questo bollettino di "guerra" non vorrei dimenticare la chiusura alternata della galleria del San Salvatore nelle due direzioni, specie durante la notte”, ricorda Galeazzi.

La gestione delle strade è coordinata dall’USTRA ed è di competenza nazionale e non cantonale, precisa. Però…

“Sorge quindi spontanea qualche domanda: il principio delle autostrade rimane pur sempre un collegamento stradale veloce per snellire il traffico? Oppure una trappola di ingorghi, che mette a dura prova la pazienza degli automobilisti? I lavori di ripristino e manutenzione come vengono programmati? Tutti allo stesso momento e nello stesso periodo dell'anno, oppure potrebbero essere coordinati meglio, affinché non ci si trovi confrontati con un cantiere da Airolo a Chiasso o viceversa?”.

In effetti… tenendo conto anche del fatto che il Passo del Gottardo, eventuale via alternativa, è chiuso fino a maggio. Galeazzi, esasperato, parla di “un aumento e congestionamento del traffico autostradale, dove le difficoltà maggiori si riscontrano durante i "ponti festivi" e le prime vacanze estive di mezza Europa continentale che, transitando nel nostro Paese, scende a Sud. Abbiamo avuto punte di 28 km di coda in un sol giorno nell’ultimo fine settimana”

“Cosa dobbiamo fare? Assistere magari un giorno a qualche scena da film del tipo "Un giorno di ordinaria follia" (con Michael Douglas)?”, si chiede.

“Urgono correttivi laddove è possibile e rendere la mobilità veloce (autostrade) più fluida. Non essendo esperto non mi esprimo, ma dilazionare intelligentemente nel tempo i lavori e renderli molto più brevi, potrebbe aiutare. Sulle entrate in contromano si potrebbe riportare la discussione dei famosi dissuasori americani, cioè delle griglie con pungiglioni per evitare le entrate in contromano sulle rampe di accesso alle autostrade, eviterebbero disastri mortali. Qualche milione di franchi ben spesi, non sono di certo paragonabili  a nemmeno una vita persa”, suggerisce.


Pubblicato il 23.05.2018 19:00

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