PPD, è battaglia col PLR. "Su eVita rinvio doveroso: e non è detto che approveremo, siamo pronti anche al referendum. Noi non ci siamo mai sottratti ai dovuti approfondimenti"
"Nel caso Argo i principali artefici e responsabili sono proprio due loro funzionari", attacca il partito pipidino. "È evidente a tutti tranne che a loro che gli approfondimenti non devono né possono essere effettuati in base al colore politico dell'impresario o del funzionario di turno"
Politica
BELLINZONA – Fra PPD e PLR è ormai battaglia aperta sulla Città dei Mestieri. La Gestione ha infatti deciso di rinviare il voto del Gran Consiglio sullo stabile eVita, e i pipidini hanno esultato, non risparmiando frecciate e parlando di un eventuale referendum.

“Il rinvio, chiesto sin da subito dal PPD e poi anche dalla Lega, è atto necessario per consentire alla Commissione di approfondire le criticità emerse durante l'esame del Messaggio, in particolare per quanto riguarda la congruità del prezzo e, soprattutto, la regolarità dell'operazione secondo la Legge sulle commesse pubbliche, messa in pesante dubbio da una perizia giuridica richiesta dalla Commissione”, si legge.  In effetti, anche la Lega aveva chiesto a gran voce approfondimenti.

Caprara nei giorni scorsi aveva risposto a Dadò e non manca la controreplica. “Spiace che il presidente del PLRT abbia pubblicamente osteggiato e criticato questa volontà di approfondimento e di chiarezza tirando in ballo cose che non c’entrano nulla. Fa sorridere l’arrampicata sui vetri di Bixio Caprara se si pensa che i principali artefici e responsabili del caso Argo sono proprio due funzionari aderenti al suo Partito, il Capo Divisione e il Capo Ufficio che hanno trattato e attribuito il mandato di sicurezza, uno addirittura vice sindaco in un comune della Leventina. In tutti i casi il PPD, anche quando toccato da vicino, ha aderito senza nessun problema o reticenza a tutte le richieste di approfondimento (compresa l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta), diversamente dal PLRT che quando le questioni concernono direttamente suoi membri pretende che il Cantone spenda in fretta e furia 12,6 milioni di franchi senza neppure verificare se sia stata rispettata la Legge e se il prezzo sia "giusto". Insomma, bordate.

“È in effetti evidente a tutti – salvo, forse, al PLRT – che gli approfondimenti non devono, né possono, essere effettuati in base al colore politico del fornitore o dell'impresario di turno, ma sono doverose quando lo richiede l'interesse dei cittadini di questo Cantone. Questo tentativo di far tacere in svariati modi chi sin dall’inizio ha sollevato delle legittime domande, non contribuisce sicuramente a distendere gli animi del già teso confronto politico e non fa certo bene alle Istituzioni”, prosegue la nota.

E una volta effettuati gli accertamenti, di cui, si legge, non hanno colpa PPD e Lega ma “coloro i quali in questi mesi hanno esercitato un sistematico ostruzionismo sia del Governo che ha presentato un Messaggio lacunoso”, non è detto che il gruppo in Parlamento accetterà il messaggio. “Il PLRT si metta il cuore in pace: il PPD aderirà eventualmente all'acquisto dello stabile eVita solo dopo che saranno stati dimostrati pienamente e in completa trasparenza il rispetto della Legge e l'economicità dell'operazione. Se verranno invece confermate delle anomalie e si riscontreranno delle irregolarità, l’opposizione sarà certa e non si esiterà ad usare tutti i mezzi che la democrazia mette a disposizione, come ad esempio il Referendum”.



Pubblicato il 13.06.2018 09:00

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