È stata costituita l'associazione "Solidarietà giornalisti e operatori dei media", nel cui ambito verrà creato il fondo a cui tutti possono aderire, privati ed enti. Sindacati, associazioni di categoria e un rappresentante dei dipendenti hanno formato una Commissione

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Monsignor Valerio Lazzeri afferma come erano sempre state comunicate le difficoltà, "ma ci sarebbe sempre stato qualcuno pronto a affermare il contrario. Abbiamo perso un centinaio di abbonati all'anno, arrivando a 7'000. Ridimensionamento? Si sarebbe solo posticipato il problema"
La direzione del quotidiano, che oggi è ufficialmente fallito, contesta le affermazioni della Curia secondo cui il crollo di Publicitas avrebbe reso impossibile far fronte ai costi. "Non si tiene conto degli abbonati e di chi si è mosso con donazioni per aiutarci"
La Pretura di Lugano ha decretato oggi il fallimento della società editrice dello storico quotidiano. La Diocesi. "Publicitas doveva procurare circa un introito che corrispondeva al 40% dei ricavi societari. Per non peggiorare la situazione debitoria, si è deciso di interrompere la stampa del quotidiano"
Il professore dell'USI era ospite a '60 minuti' dove si parlava di trattative tra Svizzera e UE, dopo avergli rivolto una domanda il conduttore lo ha interrotto per passare la parola a un altro ospite. E lui si è arrabbiato e ha lasciato lo studio. "La faccio concludere", ha provato a fermarlo Ceschi GUARDA IL VIDEO
A tre mesi dal voto su NoBillag, chi voleva l'abolizione del canone non ha visto significativi cambiamenti presso la RSI. Bühler pensa al canone a 200 franchi, "solo tagliando i fondi li si può spingere a ridimensionarsi". Il compagno di partito spara a zero, "per i politici la RSI è solo un bacino di voti"
I giornalisti, nonostante la chiusura del quotidiano, aveva cercato di continuare, anche di fronte all'impossibilità di stampare. Ma da domani, quando non riceveranno più lo stipendio, saranno costretti a fermare anche gli aggiornamenti web. "Resta aperto il conto: grazie per i 70mila franchi già arrivati!"
La Fontana Print di Pregassona sarebbe interessata ad andare in aiuto del quotidiano che ha annunciato ieri all'improvviso la sua chiusura: l'idea base sarebbe di trasformarlo in un settimanale. La Curia pronta a creare un fondo di solidarietà per i dipendenti che oggi sono al lavoro
Dura opinione di Tuto Rossi sulla chiusura del quotidiano. "In serata, al bar il giornale è vergine e fresco di stampa: nessuno l'ha letto! Poi, notizie false e articoli malfatti...". Un collega però difende i giornalisti, "in 30 non fai un buon quotidiano e così non guadagni e non puoi assumere"

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Fra colleghi alla fine ci si conosce tutti, ci si vede a conferenze stampe e eventi, ci si rubano gli "scoop", ma a tutti dispiace quanto accaduto al Giornale del Popolo. Caratti: "non è un caso che anche i partiti abbiano espresso solidarietà: negli ultimi 20-30 anni hanno visto spegnersi i loro megafoni"
"Dopo l'annuncio-shock del nostro editore non me la sono sentita di chiedere ai colleghi di scrivere i loro articoli", spiega la direttrice Alessandra Zumthor per giustificare il quotidiano (l'ultimo?) uscito completamente in bianco. "È anche l'espressione del nostro sconcerto e smarrimento"
Monsignor Lazzeri parla con rammarico della chiusura del Giornale del Popolo. "Ho voluto guardare tutti negli occhi, purtroppo il modo con cui si comunica la morte di un parente non cambia. Un settimanale non era sostenibile e l'appello agli investitori della direttrice mi pare un po' troppo ottimista"
L'associazione che tanto ha fatto nella campagna per No Billag lancia una raccolta fondi per sostenere i dipendenti del giornale. Il PS: "sconcerto per la drasticità e l'urgenza con cui la decisione è stata presa". ATG: "non hanno preso in considerazione l'idea di diventare un settimanale"
Alessandra Zumthor si dice "scioccata, abbiamo cercato di trovare delle soluzioni e pensavamo si potesse risolvere il problema, invece tutto è precipitato. Se ci fossero degli investitori, la Curia potrebbe fare marcia indietro". Nei corridoio, giornalisti sconvolti e in lacrime
È una notizia sconvolgente quella data questa mattina dal Vescovo. A seguito della chiusura di Publicitas, il giornale, che era sostenuto per una parte determinante dai proventi pubblicitari raccolti dalla stessa, l'editore comunica di non aver potuto fare nient'altro
Il corrispondente della RSI da Washington da alcuni giorni è stato sostituito dal collega Emiliano Bos, che a Ghiringhelli piace di più. Abbiamo contattato la RSI e ci è stato spiegato che i due fattori non sono assolutamente collegati: anzi, Vosti tornerà al suo posto una volta finite le ferie
Il direttore della RSI è ovviamente soddisfatto del risultato della votazione odierna. "Il popolo svizzero, il Ticino e la Svizzera di lingua italiana hanno riconosciuto l'importanza di un servizio pubblico diffuso in tutto il paese. Vince la solidità per il servizio pubblico, per la SSR, per radio e tv private"

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Risultato netto anche nel nostro Cantone: hanno votato il 66% degli aventi diritto di voto, e non c'è un solo comune dove abbia vinto il sì. Percentuali nette praticamente ovunque, nei grandi centri addirittura il 70% di no a Bellinzona, sopra il 60% Locarno, Lugano e Mendrisio, a Chiasso dice no "solo" il 58%
La petizione contro Vosti ha scatenato un coro di critiche, così come il sondaggio su di lui. Un po' come se fosse la gente a scegliere di rimuovere la barista o la parrucchiere: non siamo mica politici! I colleghi della RSI si sono difesi in questi mesi, dove sono stati attaccati e vivisezionati
L'emittente di Comano prende posizione sulla petizione lanciata da Ghiringhelli, che sinora ha comunque raccolto pochissime firme. "Una richieste del genere sarebbe ugualmente inaccettabile se a esserne oggetto fosse stato un collega di qualsiasi altra testata: in gioco c'è la libertà di stampa"
Il fondatore del Guastafeste non apprezza il lavoro di Andrea Vosti, "perfino con le espressioni facciali trasmette la sua antipatia verso Donald Trump. Volevo votare sì a No Billag per la faziosità, ho scelto il no ma controbilancio con questa mozione indirizzata a Canetta". Che scatena l'ira di Pontiggia
Quadri e Bühler lamentano ancora una volta "la comprovata parzialità della RSI: ha letteralmente occupato microfoni e telecamere, operando una sorta di lavaggio del cervello che non siamo disposti a subire passivamente". Dunque, invitano ancora a votare sì e annunciano il boicottaggio delle tramissioni
"Secondo quanto detto, dovrebbe essere quella la lettura", commenta uno dei maggiori fautori di No Billag, parlando del sondaggio di ieri. "In Svizzera è un'iniziativa persa, serve però il sì critico. E non è vero che taglieranno i fondi alla RSI, la legge sulla radiotelevisione prevede altro"
Il nostro Cantone, secondo un sondaggio commissionato dalla SSR, vede un assoluto equilibrio fra sì e no all'iniziativa. Sarebbe un voto di protesta, e efficace sarebbe dunque stata la campagna portata avanti da UDC e Lega. Secondo un altro sondaggio, passerebbe il no, ma solo col 54% dei voti...
Il professore, fra i convinti oppositori a No Billag a, sostiene il connubio fra pubblico e privato. "È un pungolo per il servizio pubblico, se mi intervista TeleTicino viene una persona, la RSI ne manda due... Se nell'iniziativa non si fossero tolte difesa delle minoranze e dei cantoni poveri, si poteva discutere"