La Lega, la tassa sul sacco e gli smemorati

di Donatello Poggi

Su questa vicenda si può dire (disdire) e fare (disfare) ciò che si vuole, ma che nel programma della Lega dei Ticinesi, da sempre, ci sia ben chiaro un no alla tassa sul sacco nessuno lo può negare! E allora dove starebbe il problema sul referendum lanciato?

Da ciò che mi risulta un programma politico è l’intenzione di ciò che si vorrebbe fare, se eletti, cercando i voti degli elettori.
Ragione per cui questo lo sapevano i consiglieri di Stato Gobbi e Zali e tutti quelli che sono stati eletti in Parlamento per la Lega dei Ticinesi nel 2015.

Ora pare ci siano, fra i leghisti anche della prima ora, parecchi “smemorati” i quali si distanziano in modo netto dal referendum lanciato da Boris e Attilio Bignasca che altro non fa, anche e soprattutto politicamente parlando, che rispettare il programma leghista. Ma di cosa stiamo parlando?
Penso si sia capito a questo punto che io ho firmato il referendum.
Sinceramente non ci sarebbe nulla da capire se il programma con il quale tu hai raccolto i voti dei cittadini, e sul quale devi essere conseguente, è la rotta della tua azione politica, proprio anche nel rispetto di coloro che ti hanno votato.

Poi ci si può arrampicare sui vetri, perdere momentaneamente la memoria e rimangiarsi il tutto.
Si può fare di tutto, anche i famosi “soldatini” nominati a suo tempo per combattere le parti avverse.

Lo so che questo mio scritto provocherà qualche bruciore di stomaco, ma siccome io nel 2015, con altri, ho votato Lega dei Ticinesi per il Consiglio di Stato, penso di avere il diritto di esprimermi in merito.

Un programma politico è un programma politico e non è carta straccia, per cui, chi non era d’accordo sul NO alla tassa sul sacco doveva avere il coraggio di dirlo e farlo sapere prima. Lapalisssiano.

Donatello Poggi, già deputato in Gran Consiglio