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La rabbia di Bottinelli, «non lasciateci soffocare! Non ci si rende conto della gravità della situazione»

CHIASSO - Le misure anti smog sono in vigore, in molti applaudono Zali, ma non tutti sono contenti. Per la co-coordinatrice dei Verdi, Jessica Bottinelli, non è ancora abbastanza. Ritiene che non ci si renda conto del problema, e per cercare di sensibilizzare ha letto un comunicato prima della seduta di Consiglio Comunale a Chiasso, assieme a un'azione dimostrativa. «Oggi la situazione nel Mendrisiotto è drammatica, siamo davanti a una situazione di emergenza sanitaria e ambientale. Le misure speciali sono solamente dei palliativi, dei cerottini che cercano di fermare un’emorragia in pieno corso. Vogliamo delle misure coraggiose e plateali, come le domeniche senz’auto. Solo con una volontà politica condivisa potremmo veramente evitare situazioni che puntualmente mettono a repentaglio la salute di tutti noi: una politica di energie rinnovabili, la volontà di applicare la tassa di collegamento e rimandare al mittente i ricorsi e mille altre misure», sono state le sue parole. «Con questa piccola azione dimostrativa chiediamo che il nostro Municipio si faccia promotore di una tavola rotonda con il cantone per elaborare strategie e misure a lungo termine, un vero e proprio programma d’emergenza. Le PM10 sono invisibili, intoccabili e perfino inodori…i danni che creano sono tutt’altro che sottovalutabili. Nel nord Italia alcune grandi città hanno bloccato il traffico nei centri, chiediamo ai nostri ministri dell’ambiente e della sanità di intervenire quanto prima e di non dimenticare Chiasso e il Mendrisiotto in una nuvola di smog». Nel pomeriggio, avevamo parlato con lei del tema, e aveva rincarato la dose. «Sono stufa di sentirmi dire che non si possono fare le targhe alterne, per esempio, per non danneggiare l'economia: vorrei che qualcuno pensasse ai costi della salute, che sono certamente superiori a eventuali perdite economiche che si possono tollerare. Il problema non è nemmeno preso in considerazione, è scandaloso». Il limite degli 80 chilometri all'ora e i mezzi pubblici non la soddisfano, quindi? «Adesso c'è bisogno di qualcosa di incisivo, penso a tre giorni a targhe alterne. Questa domenica Zali avrebbe potuto lanciare una domenica senz'auto. Le misure introdotte sono tardive, i valori sono altissimi da più giorni. l cittadino comune a mio avviso non si rende conto della gravità della situazione, a livello politico il tema non è sottovalutato, di più. Vedo gente che va in bicicletta o fa jogging, mi veniva voglia di fermarmi a dire di non farlo... e Regazzi scrive su Facebook di non respirare. Anche con cinque ministri verdi non c'è la bacchetta magica, però manca il coraggio di fare qualcosa. Una domenica senz'auto smuove le coscienze, fa riflettere sugli spostamenti che si fanno e sulla necessità. È desolante!». Zali aveva proposto anche targhe alterne e domeniche senz'auto, ma anche all'interno della Lega non c'era stato accordo. Possibile che tema il suo stesso partito nel proporre qualcosa in più? «Non mi piace parlare degli altri partiti. Le misure che aveva lanciato erano un po' più incisive, poi si è visto come sono state accolte e suo malgrado ha dovuto fare un passo indietro. Secondo me adesso servirebbe una decisione presa da tutti e cinque i Consiglieri di Stato insieme. O almeno che se ne renda conto il Ministro della Sanità... non si preoccupa? Ora osserviamo i valori delle PM10, fra qualche anno rischiamo di farlo con le statistiche sui tumori...»