L’affondo di Chatrian. «Il Festival è grande e la comunità locale piccola. Stateci vicini!»

Il direttore artistico del Pardo lamenta uno scollamento fra le due realtà. «Sono per il diritto di critica, ma esso non deve basarsi su un puro pregiudizio. E l’edizione numero 70 deve essere una festa per tutti»

LOCARNO - La comunità locarnese e ticinese più in generale non è coinvolta e non sostiene il Festival di Locarno? Secondo il direttore artistico Carlo Chatrian, servirebbe maggior sostegno.

Lo ha detto ieri a sorpresa durante l’assemblea straordinaria del Pardo.
«Il Festival del film dev’essere una rappresentazione della comunità Ticino, una sua emanazione. Proprio per questo chiediamo alla popolazione un sostegno maggiore, che sia carico di fiducia e privo di qualsiasi pregiudizio», sono state le sue parole. «Dico sì al diritto di critica, che è essenziale, ma esso deve avere un fondamento e non limitarsi ad essere un’espressione per partito preso».

Nota «uno scollamento fra il Festival, che è grande, e la comunità locale, che è piccola. Ciò dà adito a un pregiudizio. La mia speranza è che prima di criticarlo si impari ad abbracciarlo, questo Festival. Sarà importante farlo già a partire dal 70°, il prossimo anno, che dovrà essere una festa importante per tutti».

Dichiarazioni inaspettate, che hanno colpito nel segno, inserite nel bilancio di un'edizione comunque positiva.

«È un discorso che stupisce ma che condivido. Leggo le parole di Chatrian come la richiesta di un maggiore coinvolgimento a livello generale, un accorato appello a starci vicini», così il presidente Marco Solari ha commentato quanto detto poco prima da Chatrian. Il Festival ha bisogno della critica, ha aggiunto, ma deve essere utile per la popolazione di Locarno, del Locarnese, del Ticino e di tutta la Svizzera, in cui la gente possa ritrovarsi.