L’autoadesivo pro Gottardo fa infuriare Durisch

Il socialista interroga il Consiglio di Stato in merito all’Associazione installatori elettricisti ticinesi. «Fatto increscioso: questi enti ricevono soldi pubblici per fare formazione»

BELLINZONA - Un autoadesivo a favore del raddoppio del Gottardo inviati da una scuola che opera su mandato pubblico e che riceve il sostegno pubblico scatena la rabbia del PS.

Ivo Durisch ha inoltrato un'interrogazione al Consiglio di Stato dopo essere venuto a conoscenza del fatto che su «alcune lettere pervenute agli apprendisti installatori elettricisti inviate dall’Associazione installatori elettricisti ticinesi (AIET) con sede presso il Centro di formazione professionale di Gordola, lettere di convocazione dei corsi interaziendali, era incollato l’autoadesivo a favore del raddoppio del Gottardo».

Nel testo si parla di una votazione molto sentita, la cui battaglia sta ormai entrando nella fase decisiva. «Non abbiamo condiviso il regalo di due salametti “pro raddoppio” fatto dal Consiglio di Stato ai colleghi degli altri Cantoni Svizzeri, ma in questi giorni ci si è spinti oltre», attacca Durisch.

Il caso dell'AIET viene definito «increscioso. I corsi interaziendali sono parte integrante del sistema formativo della formazione professionale, organizzati dalle organizzazioni del mondo del lavoro su mandato pubblico e sostenuti con denaro pubblico. Il sistema formativo deve sviluppare nei suoi allievi uno spirito critico, ma non può prestarsi a propaganda per questa o quella tesi in vista di una votazione popolare. L’invio di una busta con autocollante di questa natura nel quadro dell’organizzazione dei corsi interaziendali non può quindi essere ammesso». Piuttosto, si potevano organizzare dei dibattiti fra favorevoli e contrari, per aiutare gli allievi a decidere che posizione assumere.

Ivo Durisch chiede al Consiglio di Stato se era a conoscenza del fatto, e se la risposta fosse no, se «è possibile essere informati sulle modalità e motivazioni che hanno portato a questo invio, su chi ne è stato responsabile e sull’eventuale diffusione della propaganda ad altri settori (altri gruppi di apprendisti e/o altre organizzazioni professionali che si occupano di formazione)».

Dato che le organizzazioni professionali adempiono al mandato di formazione con denaro pubblico, viene domandato qual è stato il loro finanziamento negli ultimi tre anni.
Come intende poi agire il Governo verso i responsabili dell'invio delle missive con l'autoadesivo? «Nel caso in cui l’invio non fosse stato fatto direttamente dall’AIET, da chi è stato fatto e la stessa era a conoscenza del fatto che si utilizzava l’invito ai corsi aziendali per fare propaganda a favore del raddoppio?», si conclude l'interrogazione.