No agli ennesimi balzelli a carico della popolazione

di Raoul Ghisletta

Le vacanze natalizie sono agli sgoccioli… a tutti formulo l’augurio di recuperare le forze per ricominciare in piena forma l’attività e prestare attenzione ai problemi del Paese. Infatti gennaio sarà un mese frenetico in Ticino e in Svizzera, politicamente parlando.

Il popolo sarà chiamato a decidere su ben quattro importanti referendum il 12 febbraio prossimo, tre cantonali e uno federale, che sono stati promossi per tutelare gli interessi della popolazione, nuovamente messi a dura prova da deplorevoli decisioni.

Il Parlamento cantonale e quello federale nel 2016 hanno infatti continuato l’insensata politica dei tagli fiscali per i ricchi (nel segno dello “starve the beast”), cui fa seguito logicamente l’invenzione di assurdi balzelli a carico della popolazione, per risanare la situazione delle casse pubbliche. Come infatti non chiamare “balzello” quanto previsto dalla modifica della legge cantonale sui Servizi di assistenza e cura a domicilio? Infatti oltre a intaccare la qualità dei servizi per gli anziani, gli invalidi e le famiglie, la modifica cantonale vuole introdurre una tassa giornaliera a carico degli utenti dei servizi. Altro che le fantasie milionarie sulla politica famigliare, diffuse in queste giorni dalla sfacciata propaganda dei ministri Beltraminelli e Vitta! Questi signori e consoci negli scorsi anni hanno tagliato 61 milioni di Fr annui sui servizi sociosanitari e scolastici ed ora hanno la faccia di tolla di voler convincere i Ticinesi:

- a votare a favore della riduzione delle imposte federali, cantonali e comunali per i grossi azionisti, promettendo milioni che non hanno;

- e nel contempo a votare a favore dei tagli cantonali di 15 milioni Fr. annui effettuati nel settore sociosanitario e della giustizia. Ma scherziamo?

Chi non ha le fette di salame sugli occhi, vede bene che in questo Paese (e in Europa in generale) da una decina di anni la politica presta un’attenzione sproporzionata ai desideri di chi è ricco e benestante, mentre se ne frega sempre più dei più deboli e dei giovani, che vengono lasciati indietro dalla crisi. Liberalizzare, privatizzare e defiscalizzare per rendere i ricchi sempre più ricchi e le persone comuni sempre più deboli ed alla mercé di chi ha i soldi, ecco il risultato della politica di quest’epoca. È ora di dire basta. Per questo il Comitato SOS sanità socialità scuola ha lanciato tre referendum cantonali contro i tagli nel settore sociosanitario e della giustizia. Il 12 febbraio è importantissimo partecipare al voto esprimendo 3 NO ai tagli cantonali sugli utenti dei servizi d’aiuto a domicilio, sui sussidi sociali e sulla giustizia.

E per non peggiorare la situazione finanziaria di Cantone e Comuni, provocando l’invenzione di nuovi balzelli a carico della popolazione, invito pure calorosamente a votare NO alla pseudo riforma fiscale federale, subdolamente denominata riforma III dell’imposizione delle imprese: una riforma scandalosa, voluta dalla maggioranza del Parlamento federale, che è stata totalmente asservita ai capricci dei ricchi azionisti e che si distanzia notevolmente dagli intenti originari e giustificabili del Consiglio federale di eliminare le disparità di trattamento fiscali nell’ambito della tassazione delle società.

E non credete alla retorica sul sostegno all’economia che crea posti di lavoro: non siamo di fronte ad una riforma fiscale per le piccole o medie imprese, che hanno bisogno di ossigeno, ma ad uno sproporzionato ed assurdo regalo fiscale ai grossi azionisti, nazionali ed esteri, che incamerano gli utili palesi ed occulti di grandi società! Una manna senza fine per consulenti fiscali lautamente pagati per ottimizzare le imposte dei super ricchi e delle loro società!

Raoul Ghisletta, granconsigliere PS e sindacalista VPO