«Non stai facendo abbastanza». Lui perse la testa e la uccise, ma gli inquirenti non sono convinti

L’assassino di Stabio avrebbe confessato di aver ucciso la cognata dopo una lite concernente la villetta dove la vittima viveva con la madre. Non è comunque esclusa l’ipotesi passionale

STABIO - Sarebbe il movente economico ad avere spinto il 42enne a uccidere la cognata 35enne. Il delitto di Stabio, dopo la notizia che la vittima, prima di essere uccisa, non è stata né sedata né stordita, diventa ogni giorno più chiaro.

L'assassino avrebbe infatti ammesso, di fronte alla procuratrice Pamela Pedretti, di aver ammazzato la cognata proprio per le dispute nate attorno alla villetta dove essa viveva con la madre e dove è avvenuto il delitto. La casa era infatti contesa in famiglia. La maestra, stando alle parole del cognato, lo avrebbe rimproverato di non fare abbastanza per risolvere la questione, dato che, essendo il marito della sorella, si era ritrovato suo malgrado coinvolto nelle tensioni.

E lì il 42enne avrebbe perso la testa, soffocandola con un sacchetto di plastica, per poi portare il cadavere nei boschi di Rodero.

Ma gli inquirenti non sono del tutto convinti, e non hanno abbandonato l'idea del delitto passionale.