Protezione delle greggi: nei recenti casi di attacco da lupo (probabile) le misure di protezione erano adeguate?

di Francesco Maggi, Ivo Durisch, Patrizia Ramsauer

Nei giorni scorsi, verosimilmente uno o più lupi hanno causato danni al patrimonio ovino in Val Leventina.

Gli attacchi sono avvenuti in zona ‘verde’, vale a dire interessata dalla presenza di lupi. Il primo attacco è avvenuto a una decina di chilometri da Rossura, ai danni di 3 agnelli. Gli animali non erano protetti. Il secondo attacco (Tengia, Rossura) ha interessato pecore protette da una recinzione elettrificata e il terzo attacco (Cavagnago) ai danni di animali chiusi in una stalla (a detta dell’allevatore). Nelle aree verdi le pecore non adeguatamente protette non rientrano nel conteggio delle vittime che fanno scattare l’autorizzazione all’abbattimento del lupo (15 predazioni sull’arco di 1 mese).

Malgrado l’allarme lanciato dopo l’accertamento della presenza di un lupo (fotografato pochi giorni prima a 11 km di distanza), la frequenza e il numero di pecore predate - anche dopo la raccomandazione di chiudere le pecore in stalla durante la notte - suscita non pochi interrogativi sulla reale efficacia delle misure messe in atto per scoraggiare gli attacchi del predatore.
Siccome le misure adottate per proteggere le greggi sono un criterio importante nella decisione di abbattimento di un lupo e appellandosi alla legge sulla trasparenza dello Stato, i deputati sottoscriventi chiedono al Consiglio di Stato:

1. Tutta la documentazione fotografica e i rapporti di constatazione dell’ufficio caccia e pesca verranno messi online e/o resi accessibili?

2. Le misure riscontrate sul terreno sono conformi alle direttive di Agridea, rispettivamente dell’Ufficio caccia e pesca?

3. Come si spiega la predazione nel terzo caso? Le pecore erano effettivamente chiuse in stalla e inaccessibili?

4. Quali misure intende mettere in atto il cantone per rendere finalmente l’allevamento ovicaprino compatibile con la presenza dei grandi predatori ed evitare in futuro il ripetersi di casi simili?

Francesco Maggi, Ivo durisch, Patrizia Ramsauer