Quante imprecisioni sul Gottardo!

di Greta Gysin

L’appello per il raddoppio del Gottardo sottoscritto da 60 deputati al Gran Consiglio stupisce non solo per i toni irrispettosi – qualcuno li ha descritti come "a metà strada tra il tifo da stadio e il commento da social" – ma anche per le molte inesattezze. Sorvolando sui toni, mi preme soffermarmi sul contenuto analizzando punto per punto gli argomenti dell’appello. Per farlo mi baso su studi e prese di posizione della Confederazione:

1- Non del tutto vero che il risanamento è indispensabile - la galleria si trova infatti in uno stato molto migliore di quanto non si credesse: fino al 2035 può essere transitata con lavori minimi, senza chiusura e con costi contenuti;

2- Falso, la chiusura non sarebbe estremamente penalizzante per tutta l’economia del cantone – un'analisi giunge alla conclusione opposta: "le ripercussioni positive che si avranno nel settore edile supereranno nel complesso gli effetti negativi sul turismo e sulle imprese di trasporto";

3- Falso, non è vero che non sono mai state presentate alternative - la chiusura serve solo per il rifacimento della soletta intermedia, che però non è messa così male (cfr. punto 1): l'alternativa migliore sarebbe rinunciare a quest'opera che spiana la strada ai gigaliner da 60t. Se si volesse comunque alzare la soletta, le alternative ci sono e le indica lo stesso consiglio federale, definendole attuabili, attrattive ed economiche;

4- Vero, Apltransit non è stata concepita per essere l’unica via di collegamento fra il nord e il sud - infatti la NEAT non sarà mai, nemmeno con un'eventuale chiusura per risanamento del Gottardo, l'unica via per raggiungere la Svizzera interna: ci sono diverse valide alternative su strada e su rotaia;

5- Falso, la chiusura del Gottardo non sarebbe uno "strangolamento economico" per la Leventina - cfr. studio di cui al punto 2. Tra l'altro le eventuali stazioni di trasbordo porterebbero in valle posti di lavoro;

6- Falso, l’autostrada viaggiante da Biasca non lede la Costituzione - per il semplice fatto che si dimentica che nel 2013 il Parlamento ha avallato la realizzazione del corridoio di 4 metri lungo tutta l'asse nord-sud. Le merci in transito, che corrispondono al 73%, potranno quindi essere caricate da confine a confine. Biasca servirà solo per i transiti interni e quelli import/export;

7- Vero "nessuno sa dire fin dove arriverebbero le colonne dei TIR, in caso di problemi al carico sui treni-navetta" - come è vero che non si sanno tante altre cose: ad esempio quanti TIR sceglieranno la via del Gottardo perché più breve rispetto al Brennero, quando arriveranno i TIR da 60t e quando, conseguentemente alle pressioni europee e/o interne, verranno aperte le quattro corsie.

I "dati di fatto incontrovertibili", come vengono definiti nell’appello, non reggono... la prova dei fatti. Conclusione: i 60 deputati non convincono, anche perché, considerate le molte imprecisioni, sorge il dubbio che non conoscano il dossier che chiedono così veementemente di sostenere. Voterò "no" con ancora più convinzione.

Greta Gysin