Quei ponteggi, sempre in ordine in Ticino, pieni di irregolarità nel resto della Svizzera

Oggi l’imprenditore 42enne ha negato ogni addebito, ma intanto ci si chiede come mai nel settore dove operano le sue aziende si registri una differenza così marcata fra il nostro Cantone e gli altri

BELLINZONA - Oggi non sono arrivate notizie di nuovi indagati nell'inchiesta partita dai permessi falsi e allargatasi al settore delle ditte di ponteggi. Gli inquirenti continuano a interrogare coloro che sono sotto inchiesta, oppure in carcere, al momento, cercando di capire reti e rapporti.

L'imprenditore kosovaro 42enne arrestato ieri nega ogni addebito. L'uomo, a capo di una ditta di ponteggi attualmente in liquidazione, avrebbe utilizzato la manodopera fornitagli dal 25enne, sempre di origini kosovare, che sarebbe la pedina principale in relazione alla falsificazione di permessi. Il 42enne, che risulta domiciliato a Giubiasco, sarebbe alla testa di altre ditte nel medesimo ramo in Svizzera Interna, dove venivano mandati gli operai con permessi e passaporti falsi.

Lui, intanto, come detto, nega.

Il suo arresto ha fatto riflettere sul settore delle ditte che si occupano di ponteggi. Fa riflettere sicuramente il dato rilevato dalla RSI secondo cui in Ticino non si registravano mai casi non regolari, mentre nel resto della Svizzera essi erano all'ordine del giorno. Chi si occupa delle verifiche? La Commissione paritetica nazionale, spesso, come ha spiegato il suo vicepresidente, senza recarsi sul posto ma solo attraverso il controllo delle buste paga per verificare il rispetto del CCL.