Raddoppio del Gottardo, le FFS dicono sì

La prese di posizione però non è piaciuta a molti. «Non sanno contare». E l’Iniziativa delle Alpi accusa Leuthard di aver fatto pressioni per avere il sostegno

BERNA - Il raddoppio del Gottardo incassa un importante sì, quello delle FFS. Secondo le Ferrovie Federali Svizzere i binari e la strada non sono affatto in competizione e possono andare a braccetto.

Lo ha detto un portavoce al Sonntagsblick di ieri, affermando come «l’obiettivo di trasferire le merci su rotaia, sottoscritto sia in Svizzera che a livello europeo, resta intatto», e come il raddoppio permetterebbe una soluzione a lungo termine, evitando chiusure totali del collegamento, sia al momento sia in un futuro.

La presa di posizione ha suscitato numerose polemiche, in particolare da parte del presidente dell’Iniziativa delle Alpi Jon Pult, che ritiene che la ministra dei trasporti Doris Leuthard abbia esercitato pressioni sulle FFS per ottenere il loro sostegno.
«Queste sono scemenze» ha ribattuto con decisione il portavoce del Dipartimento Dominque Bugnon.

Contrario al sì delle FFS anche Kurt Schreiber di Pro Bahn, che si dice indignato. «Le FFS ammettono così di non voler appoggiare il trasferimento su rotaia al San Gottardo».

Sulla stessa lunghezza d'onda la presidente dell’Associazione traffico e ambiente (ATA), la consigliera nazionale socialista Evi Allemann. A suo avviso, le Ferrovie devono il loro sviluppo al trasferimento delle merci su rotaia, e dimostrano di non saper contare.

Anche il commercio al dettaglio svizzero è a favore del sì: la comunità di interessi che riunisce Migros, Coop, Denner e Manor teme che senza il raddoppio sarebbe difficile il rifornimento soprattutto verso il Ticino, ed anche Swiss Retail Federation, che raduna ditte come Aldi, Ikea e Lidl, concorda.