Il telone bruciato, i poliziotti con il mitra e le lamentele alla rotonda. Mario Timbal risponde che…

Il direttore operativo del Festival traccia un bilancio della prima metà dell’evento. «”Le ciel attendra” ha ricevuto un’ovazione che non si vede spesso. E abbiamo ancora molti film e molti ospiti da presentare»

LOCARNO - Il tempo scorre veloce e siamo già a metà del Festival del Film di Locarno. Tra il pubblico che accorre numeroso, il telone danneggiato da un uomo ubriaco e la Rotonda abbiamo tracciato un primo bilancio con Mario Timbal, direttore operativo.

«Il bilancio è sicuramente positivo. Come cifre di spettatori siamo in linea con lo scorso anno. Allora avevamo avuto due giorni di brutto alla fine, ora uno all'inizio e oggi non è bellissimo, l'affluenza è paragonabile. Le misure di sicurezza introdotte sono state ben recepite dal pubblico».

Ecco un tema caldo: il pubblico non ne è infastidito?
«Non abbiamo problemi alle entrate, gli spettatori collaborano, aprono le borse prima ancora dei controlli. Sono rassicurati da essi e collaborano con le nostre forze dell'ordine e con la Polizia. Noi ci occupiamo della sicurezza interna al Festival e non decidiamo le misure di polizia, ma credo che vedere poliziotti col mitra sia qualcosa di comune in tuta Europa. Se qualcuno frequenta altri festival vede queste misure da anni, in Svizzera a un evento culturale è la prima volta. La gente, si capisce, è abituata a vederle a manifestazioni sportive o di altro genere. Non sta a me giudicare se sono eccessive o meno, le persone però ci hanno fatto i complimenti spontanei, e non c'è stato nessun tipo di problema. Anzi, anche se non è riferito a noi, le dirò che una turista americana durante Moon and Stars si è lamentata del fatto che non ci fossero controlli supplementari, dunque la questione sta divenendo normale per tutti».

Chi sono i turisti che vengono al Festival? C'è sempre una prevalenza di svizzeri?
«L'affluenza è ottima, aiutata dalla buona meteo. Da sempre sono gli svizzeri a venire, in questi giorni c'è un pubblico molto internazionale perché si stanno svolgendo quelli che chiamiamo Industry Days, con la presenza a Locarno di moltissimi professionisti. La prima settimana presenta un pubblico internazionale, anche se in ogni edizione hanno sempre prevalso svizzeri, soprattutto tedeschi ma anche francesi».

I film sono piaciuti?
«Difficile dirlo, la critica per ora ha accolto bene il programma. Se la frequenza rispetta la qualità, sicuramente la gente ha gradito».

La stampa locale ed estera parla molto di "Le ciel attendra", proiettato ieri. Ha colpito in particolare per la sua attualità?
«Sicuramente per la sua attualità ed anche per la sua forza. Ieri sera dopo la proiezione c'era ancora la delegazione in Piazza, si è alzata in piedi e c'è stata un'ovazione che non si vede spesso a Locarno. Era un film forte che ha colpito il pubblico. Per noi presentare pellicole apprezzate del pubblico è l'obiettivo, scegliere film nuovi che stupiscono per il tema e per il modo di raccontare».

C'è stato l'episodio poco simpatico della persona che ha danneggiato il telone, ce lo racconta? È vero che ha causato 100 mila franchi di danni?
«Durante la notte, cioè a proiezione finita da circa un paio d'ore, questa persona si è avvicinata di corsa allo schermo. La sicurezza lo ha avvicinato, appena raggiunto lui è scappato, e i due uomini della sicurezza, uno dei nostri più un agente Prosegur, hanno visto le fiamme e le hanno spente tempestivamente limitando i danni e non precludendo il telone che sennò rischiava di dover essere cambiato. Certamente non sono episodi che fanno piacere e che aiutano, non era mai successo ma fa parte anche questo... . Difficile quantificare economicamente non avendo smontato le strutture, dovremo di sicuro sostituire il telone e verificare le apparecchiature tecniche che funzionano ma che andranno verificate una volta smontate. Già quella sera abbiamo potuto fare delle prove tecniche, capendo che non era necessario sostituire il telone, un'operazione che è possibile ma che è laboriosa da fare in 24 ore, e ciò ci ha permesso di proseguire con la stessa qualità di proiezione».

Da quest'anno organizzate anche la Rotonda, soddisfatti? Ci sono state alcune lamentele per gli schiamazzi...
«Penso faccia parte del gioco, non abbiamo in ogni caso ricevuto un numero alto di lamentele. È chiaro che c'è chi si è lamentato ma in generale siamo molto contenti dell'andamento della Rotonda. Abbiamo avuto solo tre mesi per organizzarla ed è una prima edizione dove abbiamo apportato alcune novità, altre vorremmo apportarle in futuro, ma uno degli obiettivi era che la Rotonda oltre ad essere un punto di incontro per realtà locali che vivono il Festival potesse diventarlo anche per i festivalieri e un punto di incontro fra le due categorie. Questo sta avvenendo, penso all'altra sera quando Abel Ferrara ha suonato alla Rotonda, e con il concerto di due dj israeliani protagonisti di un film passato la mattina al Fevi. Sicuramente aggiunge una dimensione popolare al Festival, e completa e arricchisce l'esperienza che offriamo ai festivalieri. Se la programmazione culturale e cinematografica resta il centro dell'evento, in un'epoca dove ogni contributo è fruibile dovunque il fatto di condividere e di creare un'esperienza collettiva ricca e forte è sicuramente la chiave vincente, è un passo avanti. Potenzialmente la Rotonda avrà molte evoluzioni in futuro!».

Cosa si aspetta dalla seconda parte del Festival? Come desidera lanciarla?
«Abbiamo una meteo che si annuncia splendida da domani sino alla fine, ci sono ancora molti ospiti e molti film da presentare, quindi penso ci siano tutte le premesse per un'ottima seconda parte di Festival».