Tre dipendenti scrivono, “nell’Ufficio migrazione c’è caos. Lo abbiamo detto più volte ma nessuno è intervenuto!”

Una lettera anonima è arrivata ai tre quotidiani e ai capogruppo dei partiti in Gran Consiglio. Gobbi: “pronti a verificare, a patto che ci lancia l’allarme non si nasconda dietro l’anonimato”

BELLINZONA - All'Ufficio migrazione qualcosa non funzionava da tempo, e nessuno è voluto intervenire nonostante ripetuti solleciti. Questo è ciò che afferma una lettera anonima giunta ai quotidiani ticinesi e ai capogruppo dei partiti in Gran Consiglio.

A scrivere sarebbero tre dipendenti dell'Ufficio. "Noi siamo stufi, questo ufficio non è per niente organizzato", si dice nella missiva, dettagliata poiché si riportano nomi e cognomi di persone assunte, per mostrare come la scelta del personale sia andata spesso per conoscenze e non per meriti.

Sarebbe stato inoltre facile, secondo i tre, rubare permessi, dato che i controlli su procedure e personale erano insufficienti. Si racconta un episodio: durante un trasloco, "c'erano fogli di permessi in giro dappertutto in un ufficio abbandonato. Tutti potevano rubare mille fogli di carta su cui stampare i permessi".

Una situazione, insomma, allarmante, se corrisponde a quanto scritto dai tre, i quali sostengono di "aver più volte richiesto l'intervento di qualcuno, ma nessuno ha voluto prendere la patata bollente".

Norman Gobbi, sollecitato da Corriere del Ticino e Regione, ha dichiarato di essere pronto a verificare ogni segnalazione, a patto che chi la inoltri non si nasconda dietro l'anonimato.

A suo avviso, in ogni caso, le accuse sarebbero state lanciate "solo con lo scopo di gettare fango e danneggiare l'ufficio e il suo funzionamento".