Un trasporto pubblico da adattare alle attuali necessità degli utenti

di Giovanni Albertini

Le condizioni attuali a livello di trasporto pubblico non sono soddisfacenti. I fatti successi recentemente che riguardano: ritardi dei treni con perdita delle coincidenze, sovraffollamento con passeggeri costretti a stare in piedi con conseguenze anche a livello infortunistico (un bambino si è rotto il radio su un bus), dimostrano la fragilità di un servizio che non riesce a trovare le giuste strategie per ovviare a tali problematiche.

Il trasporto pubblico dev’essere performante e deve garantire uno standard minimo di qualità ed efficienza.
In controtendenza gli abbonamenti continuano a rincarare speculando di conseguenza nei confronti di una massa critica che si reca giornalmente sul posto di lavoro o a scuola.

In un momento in cui si invitano insistentemente i cittadini a fare uso dei mezzi pubblici, non deve ricadere solo sulle loro spalle il prezzo di questa scelta più che necessaria per l'ambiente e la salute.

Un’altra fetta di utenti penalizzati è rappresentata, inoltre, da genitori con carrozzine, disabili e anziani che si trovano spesso costretti a trovare soluzioni alternative, durante gli orari di punta, per arrivare fisicamente e in tempo alla propria destinazione.

Ma quali soluzioni adottare?

1) Individuare le fasce orarie di maggiore affluenza, aumentando le corse dei bus e/o la capienza dei treni, pianificando ad esempio, un convoglio idoneo a garantire un’adeguata risposta alla domanda.

2) Aumentare i posti a sedere e porre maggiori sostegni all’interno dei trasporti pubblici per garantire una maggiore sicurezza.

3) Permettere in caso di marcata affluenza (emergenza sovraffollamento), l’uso dei posti a sedere nei convogli, spesso con poca affluenza, della prima classe

4) Garantire un supporto logistico ulteriore in caso di sovraffollamento

5) Garantire, durante gli orari di maggiore affluenza, assistenza a persone disabili o con difficoltà motorie – anziani.

Giovanni Albertini, consigliere comunale Lugano, presidente associazione Ticino&Lavoro