Cronaca
12.01.2018 - 16:350
Aggiornamento 21.06.2018 - 14:17

Un ex allievo, "tra intoccabili e marjuana, il problema al Liceo di Bellinzona è la direzione"

Un ragazzo ci ha raccontato come vede la situazione nella scuola: "è estremizzata, da entrambe le parti. Quel docente fa battutine squallide e inaccettabili ma è uno dei migliori, mentre altri sono senza voglia o incapaci... C'è chi ha il posto al caldo, anche se fuma, beve, non si impegna"

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BELLINZONA – Da una parte, chi parla di allusioni pesanti, di offerte di voti migliori in cambio di sesso, dall’altra chi minimizza parlando di battutine innocenti. E dei genitori si lamentano del fatto che i figli siano stati ridotti in lacrime dagli insulti di alcuni professori. Insomma, al Liceo di Bellizona non si capisce più da che parte stia la ragione.

Abbiamo parlato con un ex allievo, per provare a comprendere qualcosa in più. “Trovo che la storia sia molto relativa. Si sta estremizzando da entrambe le parti, sia a favore che contro il docente”, dice subito. “Sono d’accordo sul fatto che spesso abbia abusato con battutine anche abbastanza squallide e inaccettabili. D’altra parte è vero che il livello di insegnamento di tanti docenti (senza voglia di fare, inefficienti, addirittura incapaci) fa sì che mi dispiaccia che venga messo alla gogna un professore che sa fare il suo mestiere”.

Molta carne al fuoco, dunque. Partiamo dal docente sotto inchiesta. Davvero chiedeva sesso? Il nostro interlocutore non ha mai sentito nulla in merito, però conferma che le battutine esposte all’albo corrispondano al vero. In ogni caso, lo ritiene uno dei migliori professori del Liceo. E svela un retroscena: “sa che per diversi anni non ha ore sparse per l’orario, come capita spesso, ma ha sempre lavorato mezza giornata per volta? Non ho idea di come mai, c’è da dire che è comodo…”.

Generalizzando, ci chiede: “vuole sapere qual è il vero problema del Liceo di Bellinzona?”. Ovviamente sì. E non ha dubbi: “i problemi vengono dall’alto, dalla direzione. Da anni è divenuto un organo inutile. Ci sono docenti che insegnano lì da molti anni e sono diventati intoccabili nonostante ne abbiano combinate di cotte e di crude. Penso alla docente, sappiamo tutti chi è, che minacciò un’allieva di morte via Facebook (si riferisce a Lelia Guscio, un caso di alcuni anni fa, ndr). Abbiamo affrontato molte volte questi temi con la direzione, e non ci sentono molto… Anzi, hanno emulato Spiderman…”.

Fra gli intoccabili ritiene ci sia il docente ora sotto inchiesta? L’ex allievo annuisce, e passa a elencare che cosa sarebbero le “cotte e le crude”: da stampare testi da Internet senza verificare se il tema faccia parte del programma a non correggere per mesi i test, dal fumare e bere alcolici in classe (ed anche fuori, in abbondanza…) a battute sessiste. “Ma nonostante ciò, il posto è al caldo”, afferma.

Punta il dito contro la direzione anche per un caso di consumo di marjuana, “qualche anno fa diversi allievi la consumavano tranquillamente. Ma dovette intervenire la Polizia, mentre il primo organo di riferimento dovrebbe essere la direzione”.

Gli chiediamo se ha notato ingiustizie o voti non corretti, e su quello ammette di non essersene mai accorto. Quel che lamenta è il contesto generale.

Ma lui, come si è trovato, in fin dei conti, al Liceo di Bellinzona? “Ho amato dei docenti per il modo di insegnare, mentre ne ho detestati altri per il modo di porsi”, ci spiega. “Quali modi? Quelli di chi ha il coltello dalla parte del manico”.
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