Cronaca
08.02.2018 - 12:250
Aggiornamento 21.06.2018 - 14:17

"Come mai una frontaliera responsabile di struttura della casa anziani di Bellinzona? Non c'erano residenti?"

Alcuni consiglieri comunali di Lega, UDC e Indipendenti non hanno gradito la scelta del Municipio di Bellinzona, e lo interrogano. Vogliono sapere quanti residenti hanno partecipato al concorso, e come mai non sono stati ritenuti adeguati alla funzione. "Vorremmo si privilegiassero i 'nostri'"

BELLINZONA – Frontalieri in posti di responsabilità dove appare incredibile a chi scrive che non ci siano residenti in grado di svolgere gli stessi compiti. Questa volta, a finire sotto la lente d’ingrandimento è la responsabile della Casa anziani comunale di Bellinzona: la nuova organizzazione prevede un direttore unico e quattro responsabili di struttura.

Secondo i consiglieri comunali Lelia Guscio, Manuel Donati, Fabrizio Ferracini, Orlando Del Don e Marco Ottini, non va bene che sia stata scelta una donna residente in Italia. Sottolineano come venga assunta una bassa percentuale di personale indigeno. Si sa che quello delle cure infermieristiche è un settore dove i frontalieri prevalgono, perché è difficile trovare spesso residenti qualificati: nell’ultimo anno, il trend si è un po’ invertito, come aveva spiegato Paolo Beltraminelli, e la SUPSI aprirà un master proprio nel campo.

Comunque, a non andar giù ai rappresentanti di Lega-UDC-Indipendenti bellinzonesi è la promozione della responsabile. Si chiedono se nessun residente ha partecipato al concorso, e se sì come mai non sono stati scelti.

“Vorremmo che si desse, in linea di massima, la preferenza agli indigeni, cosa che nei primi mesi della Nuova Bellinzona non è successo”, aggiungono.
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