Cronaca
15.05.2018 - 15:410
Aggiornamento 21.06.2018 - 14:17

"Era come la mia sorellina", eppure l'ha strangolata dicendole "mi dispiace". Il cognato parla di Nadia, "le facevo regali perché non voleva sentirsi dire 'ti voglio bene' ma non era amore"

È cominciato da poco il processo che vede coinvolto Egli, che ha ucciso la cognata e distrutto una famiglia (la moglie ha chiesto il divorzio). Litigavano per questioni immobiliari, ha ferito la donna con una bottiglia, poi l'ha uccisa, prima di fingersi lei in un messaggio al fidanzato

3 mesi fa Il cadavere nel bosco, il tappeto e la sciarpa. Due cognati, la gelosia, la casetta azzurra. Parte il processo Arcudi
STABIO – È cominciato il processo, sono iniziati i ricordi. Quelli di un rapporto forte, di un affetto sincero, interrotto da un brutale assassinio. Quello di un uomo che in un momento ha perso tutto e ha distrutto tutto, una famiglia, la sua: la moglie di Michele Egli ha anche chiesto il divorzio, e lui non vede più la figlia.

Voleva bene alla cognata, ha detto. Come a una sorella, pur non essendone assolutamente innamorato. Le faceva regali, perché, sostiene, a lei non piaceva sentirsi dire che le voleva bene. E aveva più foto di lei sul cellulare che della moglie, lui e Nadia si vedevano almeno una volta alla settimana, per concerti e proiezioni cinematografiche. "Qunado aveva una relazione non lo diceva a nessuno, era strano. Io la sentivo di meno e mi è dispiaciuto”, ha anche detto, ma ribadendo: “non ero geloso dal punto di vista sentimentale. La consideravo la mia sorellina".

Dopo tutto questo, fa ancora più venire i brividi quel che è successo quel terribile giorno. I due stavano litigando, come spesso accadeva, per la villetta azzurra di Stabio. Prima l’ha ferita con una bottiglia di vetro, poi si è tolto la sciarpa e l’ha strangolata, mormorandole “mi dispiace”, forse segno di quel che era stato. Poi ha pulito tutto, le ha legato i polsi con una fascetta, e ha portato il cadavere a Rodero, abbandonato in un bosco.

Egli ha scritto al fidanzato di Nadia, dicendogli che stava male e che l’avrebbe chiamato. Nessuno poteva immaginare cosa fosse realmente accaduto.

La gente affolla il luogo dove si tiene il processo, ci sono gli amici e i parenti di Nadia. Nessuno l’ha dimenticata, tutti sentono in modo particolare questo procedimento penale. Saranno quattro giorni lunghi e dolorosi per tutti.
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