Cronaca
08.06.2018 - 15:200
Aggiornamento 21.06.2018 - 14:17

La versione della Polizia, "non sapevamo che al Tra ci sarebbe stata una manifestazione. Il locale ci è stato segnalato, e qualcuno ha gettato marijuana. Ci sono infrazioni alle leggi"

Una nota della Polizia di Lugano chiarisce il discusso intervento al locale: "è vero che c'era una donna incinta, ma è stata lei a non voler lasciare il bar. Questo controllo è il primo di una serie di operazioni preventive, nei prossimi giorni si verificheranno responsabilità amministrativo/penali del gerente"

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LUGANO – Come ci era stata promessa, arriva la versione della Polizia di Lugano, che nega di aver mandato gli agenti, 15 stando alla nota, perché al Bar Tra si stava svolgendo una riunione di un comitato femminista (non era indicato, dicono, sul sito del locale). E si legge di marijuana gettata in un cespuglio, di un paio di minorenni che consumavano alcoolici e di qualche legge non rispettata.

“Il controllo è il primo di un'operazione di controlli preventivi degli esercizi pubblici, atti a prevenire e reprimere i rumori molesti, mescita di bevande alcoliche a minorenni, così come l'uso e lo spaccio di sostanze stupefacenti", recita il comunicato. “Tale operazione scaturisce anche dai numerosi reclami pervenuti da cittadini e dalla Commissione di quartiere, i quali hanno sollecitato a più riprese puntuali controlli di polizia, soprattutto nelle ore serali. La polizia fa sapere che sono stati impiegati 15 agenti, tra i quali alcuni specialisti del sevizio antidroga rispettivamente della Polizia amministrativa della Polizia Città di Lugano”.

Nel locale c’erano 62 persone, di cui 2 minorenni che stavano consumando alcool.  “Sul piano del rispetto della Legge cantonale sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione sono state constatate alcune manchevolezze e infrazioni. Nei prossimi giorni si provvederà a verificare quindi anche le responsabilità amministrativo/penali del gerente. Riguardo ad alcune critiche apparse su diversi social media, il Comando precisa che secondo quanto presente sul sito Web del locale, quella sera non era prevista alcuna particolare manifestazione”.  Dunque, rispedite al mittente le critiche riguardanti una retata voluta per la riunione (ma sui social l’evento era presente per cui chiunque avrebbe potuto esserne a conoscenza).

Per quanto concerne la donna incinta che sarebbe stata costretta a rimanere due ore nel locale, stando male, la Polizia afferma che “si conferma come una delle persone controllate fosse in stato interessante. Tuttavia alla specifica domanda se avesse necessitato di assistenza o anche solo di lasciare il locale, questa asseriva di voler rimanere all'interno dello stesso, la cui attività, si specifica, non è stata sospesa durante il controllo di polizia. In ogni caso, gli si è data priorità nel controllo così da poterle permettere comunque di lasciare al più presto il locale. Si sottolinea in conclusione come in generale il controllo si sia svolto in un clima calmo e sereno".
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