la conferenza stampa della LIUC, dove si annunciava il finanziamento a quattro progetti
Cronaca
11.09.2018 - 09:000

L'Italia finanzia 35 progetti sulla cooperazione Italia-Svizzera. Eccone quattro

I progetti presentati sono stati ben 272, l'Università Cattaneo di Castellanza ne ha visti premiati quattro, con 900mila euro di finanziamenti: dalle PMI ai rifiuti, dal personale al traffico

CASTELLANZA – Sono state 272 le manifestazioni di interesse presentate sul bando Interreg, tra cui sono stati scelti, e 35 progetti finanziati dall’Autorità di Gestione: si tratta di di progetti di ricerca per migliorare la competitività delle imprese e favorire la collaborazione transfrontaliera tra aziende e altri soggetti che partecipano allo sviluppo socioeconomico di Italia e Svizzera e dei rispettivi territori di confine.

Quattro di essi, su sette che sono stati presentati, provengono dall’Università LIUC – Cattaneo di Castellanza: processi di innovazione nelle PMI, fabbisogni occupazionali, un’app per il pendolarismo dei cittadini e una nuova logistica del trasporto dei rifiuti inerti, quelli che dalle cave lombarde vanno in Svizzera e quelli degli scarti dell’edilizia che tornano in Italia. Il finanziamento ottenuto dalla LIUC sul Programma di cooperazione Interreg V-A Italia-Svizzera 2014-2020 (finanziato in parte dall’Unione Europea con il FESR - Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e in parte da fondi nazionali) ammonta a circa 900mila euro, su un valore complessivo dei progetti di oltre 1 milione di euro.

Ovviamente, grande orgoglio da parte dei responsabili. “Fa piacere ricevere un riconoscimento simile che certifica ulteriormente l’attività di ricerca della nostra Università, elemento fondante di un ateneo”, dichiara il Rettore della LIUC Federico Visconti. “Questi progetti sono, inoltre, un’opportunità per far lavorare giovani ricercatori e assegnisti di ricerca e coinvolgerli sempre di più. Non da ultimo, il finanziamento ricevuto è la conferma dell’importanza di un modello di collaborazione a rete, tra più istituzioni, quale strada verso una crescita comune. Da soli non si va da nessuna parte”.

Ma quali sono i progetti della LIUC premiati con i finanziamenti? Il primo tema riguarda le PMI, con Rete Integrata di Servizi per l’Innovazione e la Competitività (RISICO), indirizzato ad aziende in Lombardia e Ticino e, desidera “sostenere le imprese attraverso la sperimentazione di interventi a supporto dei processi di innovazione delle PMI e alla conseguente definizione di servizi territoriali di accompagnamento, trasferimento di know how e formazione”, dato che “la competitività delle PMI italiane e svizzere, di fronte alla crescente concorrenza dei Paesi emergenti, sarà legata alla capacità di attivare continue innovazioni di prodotti e processi produttivi”.

Per quanto concerne i bisogni occupazionali, il progetto Skillmatch Insubria “si articola in una prima fase che prevede un’analisi degli squilibri tra domanda e offerta di lavoro e dei fabbisogni occupazionali delle imprese nell’area insubrica e in una successiva volta all’identificazione, alla sperimentazione e all’implementazione di interventi ad hoc”, con l’obiettivo di “intervenire sull’allineamento/riallineamento tra domanda e offerta di lavoro nell’area insubrica per rispondere ai bisogni delle imprese. Particolare attenzione verrà dedicata alla capacità d’innovazione, alla creazione di valore e alla competitività per ridurre le disparità regionali e consolidare il sistema transfrontaliero”.
Stich porterà allo “sviluppo di un sistema statistico – interattivo Lombardia – Ticino per il monitoraggio dei flussi di migrazione e pendolarismo di prossimità transfrontaliera”. Come? “Il progetto prevede la costruzione di una piattaforma accessibile a tutti, in cui saranno riportati anche alcuni spunti per i policy makers. Successivamente, sarà realizzata una app per i cittadini con lo scopo di facilitare la diffusione delle informazioni raccolte (es. da consultare per aggiornamenti sui flussi del traffico)”, per “costruire una serie di indicatori statistici utili a monitorare i fenomeni socio – economici determinati dall’“effetto confine” come frontalierato, movimenti di natura commerciale, spostamenti di imprese e aspetti demografici (legati, in questo caso, a chi si trasferisce in territorio svizzero)”.

Infine, si parla di rifiuti con “Gestione Transfrontaliera del Trasporto di Rifiuti inerti e degli inerti vergini Intermodale”, che come dice il nome stesso punterà “all'ottimizzazione e la riduzione di impatto - traffico, congestione alle dogane e conseguenti tempi di attesa, emissioni atmosferiche e rumore - del trasporto di inerti vergini dall'Italia alla Svizzera e di rifiuti inerti dalla Svizzera all'Italia, studiando l'impiego di sistemi intermodali che prevedano l'integrazione funzionale del trasporto su gomma e del trasporto ferroviario. Gli inerti rappresentano circa il 30% delle merci movimentate tra Svizzera e Italia, trasportati esclusivamente su gomma. Il progetto permetterà di studiare prima e pianificare poi il miglioramento della gestione transfrontaliera del trasporto di inerti dal punto di vista logistico, operativo ed amministrativo, agendo in maniera coordinata su tutti gli stakeholder della filiera. Si lavorerà, quindi, in modo integrato sui diversi temi specifici: accessi doganali, i percorsi dei materiali e dei rifiuti, nuove tecnologie di monitoraggio e procedure informatiche conseguenti. Il progetto permetterà inoltre di valorizzare l 'impiego delle infrastrutture ferroviarie che collegano le due realtà. Il progetto avrà importanti ricadute sulla popolazione residente nelle province transfrontaliere e nel Canton Ticino grazie alla riduzione del trasporto su gomma di questi materiali”.

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