Cronaca
12.02.2019 - 12:300
Aggiornamento : 14:08

Riecco Ris: "Non voglio battermi per avere meno uomini in politica ma per dare più sostegno alle donne"

La candidata liberale risponde di nuovo a Tamara Merlo. "Molte donne decidono di fare le mamme e non vogliono fare i politici o i manager. Giusto o sbagliato? So solo che cambia le statistiche"

di Michele Ris*

Tamara Merlo mi accusa di essere addirittura antifemminista perché secondo lei è tutto semplice e tutto riconducibile a numeri: le donne sono il 52% della popolazione e devono essere dunque la metà dei Granconsiglieri e dei Consiglieri di Stato. 

La meritocrazia non c’entra nulla. Certo questa può essere una tesi, se fossimo in un istituto di statistica, Ma siamo nella realtà….ci sono molte donne che scelgono di fare un lavoro difficile e non remunerato che è quello di essere mamme. Nessuno glielo impone, sono felici e realizzate cosi. Oltre a quello ormai la stragrande maggioranza lavora, per necessità o perché comunque ha deciso di non rinunciare a una carriera. Quanti MAMMO conosciamo? Si qualche caso ci sarà, ma ancora sporadico. 

Quindi se prendiamo 100 uomini e 100 donne potenzialmente eleggibili in Gran Consiglio (o reclutabili per fare i manager in un’azienda), una buona parte delle donne (30%? 50%?) NON VOGLIONO fare i politici e /o i manager perché PREFERISCONO fare le mamme e non passare la maggior parte delle sere fuori. 

É giusto? É sbagliato? So solo che però cambia le statistiche. A questo punto gli uomini disponibili rimangono 100, le donne diventano 50. E quindi 67 candidati contro 23 non è una follia maschilistica, ma un esame di realtà. 

Le quote rosa potrebbero essere inizialmente un aiuto ma non sono l’unica strada percorribile, perché é tutto il contesto che rende difficile a una donna accedere e poi mantenere un posto di responsabilità o essere attiva in politica.

Una soluzione, ad esempio, potrebbe essere quella di migliorare la conciliabilità lavoro-famiglia, sia per le donne che per gli uomini. 

Quel che è certo è che ci vorranno ancora molti anni e molto lavoro per raggiungere una piena parità di rappresentanza ,ma per evitare che giovani donne brillanti, con grandi capacità debbano essere poste di fronte alla scelta di rinunciare ad avere una famiglia per perseguire opportunità di lavoro o cariche politiche importanti, per vedersi riconosciuto il proprio valore o gli anni di formazione, é necessario promuovere il lavoro a tempo parziale per tutti, anche nelle posizioni più alte, assicurare lo stesso tipo di salario per le stesse prestazioni, il job sharing, il lavoro da casa, sostenere gli asili nido e diminuire la burocrazia per accedervi.

Io non voglio battermi per avere meno uomini in politica ma per che ci sia più sostegno alle donne che giustamente vogliono e devono dare il loro contributo serio e competente alla vita politica di questo paese e in definitiva approfittare tutti della possibilità di confrontarsi anche con una sensibilità diversa per trovare delle soluzioni condivise che possano portare al benessere comune.

*Municipale PLR Ascona e candidata al Gran Consiglio

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