Cronaca
13.02.2019 - 18:100

Centro a Rancate, nel 2018 il Ticino ha speso 192 franchi per ogni migrante

Gli occupanti del centro dove dormire in attesa di essere rinviati in Italia è stato di 2'193 persone, per una media di 6 al giorno, con il picco a gennaio e il minimo a novembre. Costi ridotti rispetto all'anno precedente

BELLINZONA - Il Consiglio di Stato ha approvato il Rapporto informativo 2018 sulla gestione del Centro unico temporaneo per migranti in procedura di riammissione semplificata di Rancate.

Il documento sarà ora trasmesso al Parlamento così come avvenuto nel 2017, nell’ottica della trasparenza e dei buoni rapporti tra le istituzioni. 

L’anno scorso il Centro unico temporaneo per migranti in procedura di riammissione semplificata di Rancate ha conosciuto una minor frequenza, soprattutto legata al minor sbarco di migranti registrato sulle coste italiane e ai continui e regolari controlli eseguiti dal Corpo delle guardie di confine, dalla Polizia cantonale e dalle Polizie comunali in una fascia più arretrata, soprattutto nella lotta contro i passatori. Il risultato è stato quello di rendere meno attrattiva la via che attraversa la Svizzera quale percorso per raggiungere i Paesi del Nord Europa. 

Nel 2018 in totale il Centro di Rancate ha ospitato 2’193 persone, con una media giornaliera di 6 migranti. I mesi con più presenze sono stati gennaio (306), marzo (276) e maggio (223); quelli con una minore affluenza sono stati novembre (91), dicembre (100) e settembre (118). 

I costi sostenuti per la gestione del Centro si differenziano in costi per la sicurezza e costi di gestione. Per la sicurezza nel 2018 sono stati spesi 430’774 franchi, di cui a carico del Cantone 190’774 (il rimanente importo è compensato dalla Confederazione). Per la gestione sono invece stati spesi 229’926 franchi. 

È importante sottolineare che nel 2018 sono state elaborate strategie per contenere la spesa. In particolare nell’ambito della sicurezza e nell’impiego mirato della Protezione civile, utilizzando un modello commisurato alla presenza di migranti. 

Considerata la bassa occupazione e l’implementazione delle misure di risparmio i costi totali sono stati ridotti di 654’049 franchi rispetto al 2017, di cui 510’766 relativi alla sicurezza e i restanti 143’283 riguardanti le spese di gestione. 

Da osservare che, in merito alla mozione 17.3857 del 28 settembre 2017 “Aiuto finanziario ai cantoni che gestiscono i centri di partenza alla frontiera” depositata dal Consigliere agli Stati Fabio Abate, la stessa è stata approvata dal Consiglio nazionale il 19 settembre 2018, dopo che era già stata accolta dalla Camera dei Cantoni. A partire dal 2020 il quadro legale di riferimento dovrebbe quindi venir modificato in modo da riconoscere l’importante ruolo dei Cantoni di frontiera nella gestione dei migranti. 

Da ultimo si sottolinea che il Centro di Rancate resterà operativo almeno sino alla fine del 2019, con opzione per il 2020. 

Nel frattempo il Dipartimento delle istituzioni è stato incaricato dal Consiglio di Stato di trovare soluzioni alternative e di preparare accordi specifici da poi sottoporre al vaglio dell’Esecutivo cantonale.

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